Ci sono un ex cuoco lombardo, un fumettista veneto e un fotografo piemontese, insieme hanno creato il podcast Power pizza, che però non parla di pizza. Lorro, Sio e Nic sono nati verso il tramonto degli anni Ottanta e producono un intrattenimento che mette al centro due elementi spesso presentati come l’uno all’altro avversi: l’umorismo e la gentilezza.


«Ci siamo conosciuti alla facoltà di Lingue e Culture orientali», racconta Lorenzo Civolari, detto Lorro. «Io sono l’unico rimasto a vivere a Venezia e anche l’unico che non si è laureato. Per oltre dieci anni ho lavorato come cuoco, fino a che è arrivata la pandemia».

Nicola Bernardi, ovvero Nic, è un fotografo ritrattista. «Ho scoperto la fotografia nel 2010 e ho subito cercato di trasformarla in lavoro. Mi sono spostato tra Roma, Milano e il Giappone, per poi approdare in Australia. Per un tempo abbastanza lungo Melbourne è stata la mia casa, là mi sono affrancato dal ruolo di assistente lavorando con standup comedian e performer. Anche nel mio caso la pandemia ha cambiato molte cose».

Simone Albrigi, nome d’arte Sio, è uno dei fumettisti più conosciuti della sua generazione. Dalle strisce quotidiane ai video, dai magazine ai videogiochi, i suoi progetti sono troppi per essere elencati in modo esaustivo.

Mentre scherziamo del suo essere al tempo stesso un pigro e un iperattivo, Lorro comunica che «attualmente su YouTube Sio ha due milioni e duecentomila persone iscritte, mentre la Juventus ne ha tre milioni e mezzo».

Sio aggiunge che i suoi video sono stati visti cinquecento milioni di volte; poi, pensando al concetto di cinquecento milioni, si mette a ridere e conclude: «Credo che neanche sia un numero».

Che tipo di podcast è Power Pizza?

Sio: Nasce tutto dal fatto che Lorro voleva farne uno da solo, anzi, voleva aprire un canale su Youtube da solo...

Lorro: Per fortuna Sio è venuto a trovarmi nel ristorante dove lavoravo e ha proposto di avviare un progetto tutti assieme. È una genesi non particolarmente entusiasmante, ma funzionale. Il modo più semplice per definire il genere di Power Pizza è “podcast di cultura pop”. Come etichetta mi fa venire l’orticaria ma in effetti parliamo di film, videogiochi, serie tv, show, libri. In realtà è quasi una scusa, perché se avessimo deciso di parlare di caccia e pesca – cosa che non facciamo perché non sappiamo niente di caccia e pesca – sarebbe stato comunque un pretesto per parlare tra di noi di cose divertenti.

Nic: Negli anni Zero avevamo già fatto un primo esperimento di programma a tre nel palinsesto della radio universitaria. Anni dopo è stata la volta del vlog di viaggio mentre facevamo il giro dell’Artico in bici, infine siamo approdati a questa sorta di sintesi che, con cadenza settimanale, va avanti da tre anni.

Sì, ma la pizza cosa c’entra?

Sio: Quando nelle nostre recensioni dobbiamo dare un voto in una scala da uno a dieci lo misuriamo in fette di pizza, ma anche in qualità di pizza, perché alcune pizze sono più buone di altre. L’idea centrale insomma è la pizza, che è sempre una buona idea.

Facciamo un esempio pratico, tre cose che vi sono piaciute con relativi voti.

Sio: La trilogia della terra spezzata di N.K. Jemisin. È un libro di fantascienza sulla geologia in cui la gente ha il potere di scatenare i terremoti. Mi piace moltissimo e racconta cosa succede quando si sfruttano arbitrariamente le risorse del pianeta. Il voto è dieci fette di pizza, ma su ogni fetta c’è un’intera altra pizza alle melanzane.

Nic: A me è piaciuto tantissimo Freaks out di Gabriele Mainetti, l’ho trovato un bel momento per la nostra industria cinematografica e sono contento che in Italia si producano film che mi stupiscono. Merita nove fette di Marinara con cicoria ripassata, fondi di carciofo e cavallette.

Lorro: Anche se non è una novità la gente si dovrebbe guardare Thank you for smoking, il film di Jason Reitman sulla lobby del tabacco. Lo farei letteralmente vedere nelle scuole perché dice molte cose giuste pur rimanendo un prodotto di intrattenimento. Gli do otto fette di pizza bianca con bacon affumicato e uova, te la servono con sopra una bandierina con l’aquila.

In che modo la pandemia ha sparigliato le carte di Power Pizza e delle vostre vite?

Lorro: Da un punto di vista professionale è andata bene perché in quella fase siamo passati dal podcast totalmente gratuito ai contenuti extra a pagamento, grazie ai quali ci sovvenzioniamo. Noi potevamo registrare a distanza e con la pandemia, di fatto, le persone erano a casa a seguire contenuti. Per quanto riguarda gli aspetti personali io ero già molto stanco del lavoro in cucina e, nonostante continui a pensare che il cibo sia bello, ho colto la palla al balzo per lasciare la ristorazione e dedicarmi interamente alla crescita di Power Pizza. Sono quello che ha da subito modificato di più la sua vita in funzione del podcast, e non ne sono affatto pentito.

Nic: Power Pizza è nato che ancora vivevo in Australia ed era un modo bellissimo per sentire con costanza Lorro e Sio. Ma con la pandemia le cose per me si sono complicate. Per esempio il progetto di far trasferire Martina, la mia compagna, a Melbourne è diventato impraticabile.

Inoltre, anche se ero in possesso di un visto lavorativo, il governo aveva deciso che qualsiasi tipo di assistenza medica, sociale, economica spettava solo ai cittadini australiani. Se fossi rimasto avrei rischiato di incorrere in grossi problemi. Dunque l’11 settembre del 2020 sono salito su questo stranissimo volo per Abu Dhabi, che mi era concesso in quanto spostamento per rimpatrio. Era una situazione inimmaginabile, c’eravamo solo io e il personale di bordo.

Chi sono le persone che vi ascoltano?

Lorro: A grandi linee, e citando la sitcom IT Crowd, ti direi “standard nerds”. I tre quarti sono uomini tra i 15 e i 30 anni, mentre il restante quarto sono donne con la stessa anagrafica. La forbice di pubblico femminile però si sta allargando.

Sio: Su Spotify invece sappiamo di avere un 3 per cento di utenza non binaria.

A proposito di utenza non binaria, quando registrate Power Pizza usate lo schwa...

Lorro: Ne siamo promotori perché crediamo molto nell’inclusività. Questo non significa che riusciamo sempre nell’intento, io almeno nel parlato faccio fatica. Nic per esempio ci prova ancora più forte, quindi lo usa sempre ma sulle parole sbagliate…

Sio: In realtà anche su quelle giuste, perché provandoci sempre la forbice è molto ampia.

A parte dileggiare Nic, lo schwa che valore ha?

Nic: Per noi è molto importante circondarci di persone rispettose e che hanno determinati valori. Per quanto riguarda me, è vero, magari sbaglio, ma in questi anni ho formato il mio pensiero su inclusività e linguaggio molto più di quanto avessi fatto prima nella vita. Forse più di quanto avrei mai fatto se non avessimo abbracciato questi temi nel corso del programma.

Sio: Power Pizza è la conversazione pubblica che teniamo ogni settimana, quindi anche se parliamo di stupidaggini io amo ragionare con i miei amici di cose importanti. La rappresentazione di chi non si riconosce nel genere maschile o femminile e l’uso arbitrario del maschile sovraesteso lo sono. Credo che lo schwa risolva in maniera sufficiente, anche se non definitiva, la questione.

Lorro: Io non credo che lo schwa sia una soluzione in sé e per sé a un problema, ma ritengo che sia fondamentale evocare una certa atmosfera, che poi viene trasmessa a chi ti ascolta.

Poi c’è l’importanza di esprimere un’opinione, di non essere ignavi rispetto a determinati temi. È ovvio che puoi rimanere sempre in superficie per essere digeribile da chiunque, ma è un approccio pavido e riduce anche di molto il livello di profondità con cui puoi affrontare gli argomenti. Questo vale anche nel nostro caso, che non parliamo di temi controversi, ma teniamo aperta la possibilità di ragionare anche su campi diversi dall’intrattenimento

È possibile dire che gli autori di Power Pizza sono dei maschi etero cis con un punto di vista femminista?

Sio: Se credi nell’uguaglianza delle persone devi essere femminista, e se conosci il significato della parola è molto semplice. Femminismo significa equità di diritti e tutele. Si tratta in soldoni di creare un mondo in cui le persone stanno bene. Poi io credo molto nella goccia, nel fare il poco che possiamo, ma quel poco è importante. Aggiungo a margine che negli ultimi anni sono diventato padre, e che sono un padre privilegiatissimo. Ho potuto decidere di trascorrere i primi tre mesi di vita di mio figlio a casa, ma la maggior parte delle persone non può permetterselo, né esistono leggi che permettano di poter anche solo immaginare di fare una scelta del genere. Finché la cura della prole verrà considerata appannaggio femminile ci saranno risvolti e sbilanciamenti a tutti i livelli. La situazione è così esacerbata che, anche se domani avessimo periodi di congedo parentali equiparati, la questione culturale ci metterebbe comunque dei decenni a sistemarsi.

Nic: A me fa quasi sorridere che ci sia una contrapposizione tra il concetto di maschio etero cis e quello di femminismo. Facciamo parte della società umana, è del tutto insensato che un maschio etero cis non partecipi alla lotta per gli uguali diritti di tutti gli esseri umani. Lorro: Tendo a coltivare poche speranze dunque il mio progetto è di non fare figli e morire senza aver fatto troppi danni. A parte questo, sono davvero un grande sostenitore dell’idea di rendere la vita più tollerabile per noi e soprattutto per le persone che ci stanno accanto. Di fatto non credo in altro che passare il tempo che ci è concesso sulla terra cercando di non fare schifo.

Siete molto diversi, come fate a funzionare così bene?

Lorro: È perché ci vediamo una volta a settimana e registriamo il programma a distanza. Poi c’è anche il rispetto dell’intelligenza reciproca che tiene in piedi tutta la baracca. Perché anche se i gusti, le sensibilità e le idee in alcuni casi sono anche molto diversi, sappiamo di poter intavolare un dialogo. È così che le cose funzionano. Sio: Se io facessi un grafico delle persone della mia vita loro due sarebbero quelle che mi hanno fatto ridere di più in assoluto. Ridere mi piace, ed è bello passare del tempo insieme anche se siamo fisicamente lontani.

Nic: Quando diciamo di essere migliori amici, e io su questa cosa ci ho mega ragionato…

Lorro: Quando Nic dice che ha mega ragionato su qualcosa vuol dire che sta improvvisando.

Nic: È vero. Però ho anche concluso che abbiamo una storia così lunga, e costruita insieme, che è davvero possibile trattare qualsiasi argomento anche senza essere d’accordo.

Sio: Non sono d’accordo.

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