Finzioni – il racconto

Quattro turisti nel mio inconscio: un sogno d’estate

Davanti a me ci sono quattro o cinque persone. Li fisso, mi fissano. Si rivolgono a me come alla buona selvaggia del centro di una città morta: «Noi qui stiamo facendo un’esperienza». Improvvisamente ci capiamo, ci parliamo. Umani come me. «E quale esperienza sarebbe?». «Come quale sarebbe!? È chiaro, essere te!»

  • Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani e in edicola

Se ti svegli sempre alla stessa ora, e ti svegli presto, sai i rumori che troverai. Le transenne che vengono trascinate con noncuranza dal servizio d’ordine della scuola qui sotto, il cane del vicino che abbaia per essere portato fuori, i campanacci che suona un signore che da un paio di mesi prega bisbigliando seduto su una panchina, hanno provato a mandarlo via in tutti i modi ma niente: se vado via il mondo finisce. A voi la scelta. L’hanno chiaramente lasciato lì, non si sa mai. A quest’ora