A bologna e a roma

Una pioniera modernissima. Varda era un’artista essenziale

Agnès Varda dans son studio de photographie rue Daguerre, 1955 © succession agnès varda
Agnès Varda dans son studio de photographie rue Daguerre, 1955 © succession agnès varda
Agnès Varda dans son studio de photographie rue Daguerre, 1955 © succession agnès varda

Due mostre, una a Roma e una a Bologna, celebrano la straordinaria vitalità della fotografa, artista e cineasta. Che era capace di parlare della vita, dell’amore, delle separazioni, del ’68, del movimento femminile, degli ultimi, della natura e delle trasformazioni del mondo

La stagione Varda, in Italia, è appena cominciata. Due mostre, una a Roma e una a Bologna, celebrano la straordinaria vitalità di Agnes Varda, fotografa, artista e cineasta, capace di parlare della vita, dell’amore, delle separazioni, del ’68, del movimento femminile, degli ultimi, della natura e delle trasformazioni del mondo. L’artista belga, scomparsa nel 2019, rivive oggi una nuova stagione grazie a una modernità che supera schemi e tendenze, attraversando tutti i linguaggi: dal corto al doc

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