intervista a veronica raimo

«Volevo tornare a inventare. Temevo di restare imbrigliata nell’autofiction»

La scrittrice Veronica Raimo (foto di Carsten Zoltan)
La scrittrice Veronica Raimo (foto di Carsten Zoltan)
La scrittrice Veronica Raimo (foto di Carsten Zoltan)

La scrittrice è tornata in libreria con il suo nuovo romanzo, Non scrivere di me (Einaudi): la storia di un trauma quasi custodito dalla sua protagonista. «Non è stato facile raccontare una vittima per cui è difficile mostrare empatia, perché è lei la prima a non cercarla»

S. ha 35 anni quando scopre che Dennis May, l’uomo che 13 anni prima l’ha violentata, è morto suicida. Oggi fa la cameriera e ha imparato a vivere ritratta, camuffata, si tiene insieme con menzogne e rimossi. «Tutto quello che sono dipende da Dennis, è stato il mio alibi per dieci anni». S. sembra custodire il suo trauma, per rendere tollerabile la sua idea di amore. Ma a cosa serve questa ostinazione, ora che Dennis May è morto? Con Non scrivere di me (uscito ora per Einaudi), Veronica Raimo ra

Per continuare a leggere questo articolo