Il caso di Banhoff Street – Fie

Il voyeurismo non è una forma d’arte. Cosa significa davvero street photography

Le foto di Ray Banhoff, con 11 anni di ritardo, finiscono al centro dell’attenzione, anche legale: tra violazione della privacy, molestia e sessualizzazione della donna, la differenza tra i suoi scatti e la street photography sta nello sguardo autoriale. E nel consenso

La street photography è morta, viva la street photography. Ci sono voluti 11 anni, diverse mostre, un paio di libri e decine di recensioni perché il lavoro di Ray Banhoff (al secolo Gianluca Gliori) rischiasse di arrivare in Procura, con l’esposto annunciato dall’avvocata Cathy La Torre. Nel 2015, quando gli scatti sono stati pubblicati per la prima volta, le recensioni parlavano di sguardo «divertito, ammirato, infantilmente devoto» (Repubblica), di «arte e stalking» in «un lavoro fotografico i

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