Intervista

Willie Peyote: «L’antifascismo oggi è l’anticorpo. Questo sistema malato è figlio del capitalismo che non muore»

Il rapper torinese sta per pubblicare il nuovo album: Anatomia di uno schianto prolungato. «Il g8 di Genova è stato il momento in cui il sistema ha iniziato a reagire in maniera molto forte e a imporsi davvero. Il mondo di oggi è figlio di quel 2001, quando hanno interrotto un percorso in modo così violento»

«Per una vita si è detto che i ragazzi non avevano più voglia di protestare, non è vero. Magari andavano messi in condizione, o non eravamo bravi noi a vedere le forme di protesta che stavano nascendo», Willie Peyote commenta così le piazze piene di ragazzi dopo la vittoria del No al referendum. Una vittoria arrivata anche sulle note della sua Grazie, ma no grazie. «È bello quando le persone scendono in piazza», dice a pochi giorni dall’uscita in sala - il 4, 5 e 6 maggio, del documentario Willi

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