Cara Giulia,

Sono sposata da quasi vent’anni con un uomo più grande di me: la nostra storia è iniziata quando io avevo 29 anni e lui 52. Un amore fortissimo, un’intesa di menti prima, e anche di corpi poi, veramente intensa. Amo molto mio marito ancora oggi, sono ricambiata e abbiamo due figli splendidi. Sento di avere una fortuna rara: in casa c’è totale armonia, il lockdown del 2020 è stato quasi piacevole. Ma… c’è un ma. Complice l’avanzare dell’età, il sesso è solo un ricordo ormai, già da qualche anno. Un bellissimo ricordo, ma solo quello.

Non ho mai tradito mio marito, l’amore che provo per lui non mi ha mai fatto desiderare nessun altro. Ora però ho conosciuto un uomo gentile e simpatico che si è invaghito di me. Devo essere sincera: è un bell’uomo, mi piace. A volte mi trovo a fantasticare di finire a letto con lui. Ma solo così, per riprovare certe sensazioni. Non mi interesserebbe mai avere un’altra storia vera, non vorrei una vita con lui. Ne sono certa. Non amerei mio marito di meno, non lo trascurerei.

Sarebbe tradimento? Io credo di sì e questo mi blocca. Mi fa sentire terribilmente sbagliata. Oppure, come dice la mia amica, sarebbero dei momenti “solo miei”, che mi farebbero bene e di cui gioverebbero tutti?

Grazie,

S.

Cara S.,

Tradimento è una parola come tante. Sarebbe un tradimento? Sarebbe un calesse? Sarebbe un cazzabubbolo? Sarebbe blu? Cosa rappresenta andare a letto con una persona che non è suo marito lo sa solo lei (e suo marito ha sicuramente un’opinione a riguardo). Ma visto che me lo chiede, le dico la mia: in un mondo ideale avremmo tutti la lucidità di Mara Maionchi, che commentando l’infedeltà del marito ha sempre detto «cosa vuoi che sia un corno?».

Come la Maionchi credo che i matrimoni – e le relazioni a lunga percorrenza in generale – siano fatti di altro: complicità, rispetto, dedizione, pazienza, tutte cose che mi sembra di capire siano ben radicate nel vostro rapporto e che, sempre in un mondo ideale, non dovrebbero essere scalfite da una défaillance di pura origine sessuale. Ma siccome non viviamo in un mondo ideale le dico anche che se dovesse concedersi questa avventura, farà meglio a possedere degli occhiali scuri e un trench, perché la sua vita diventerà quella di un agente segreto. In un mondo ideale la monogamia avrebbe codici meno prescrittivi, ma in questo mondo qui è molto facile ferire la persona che amiamo per toglierci uno sfizio. Stabilisca lei se ne vale la pena o se preferisce tenersi questo prurito. Mi chiede poi se ne gioverebbero tutti e la risposta purtroppo è no: ne gioverebbe lei, giustamente; forse ne gioverebbe quell’altro, sempre che sia d’accordo sulla natura disinvolta del vostro rapporto e non sia Glenn Close in Attrazione fatale; ma sarei pronta a scommettere che suo marito ne farebbe tranquillamente a meno (a meno che gli anni di più non gli garantiscano la saggezza, l’abnegazione e la pace interiore di un monaco tibetano o di Mara Maionchi). Quindi, per quello che vale, ha la mia benedizione: cosa vuole che sia un corno? Ma che non le venga poi lo sghiribizzo di confessare o di lasciare tracce delle sue malefatte. È buona educazione portarsi certe cose nella tomba.

Giulia

  1. Cara Giulia,

Mi chiamo Lorenzo, sono un ragazzo di 33 anni. Cinque anni fa ho conosciuto una persona interessante online. Iniziamo a parlare del più e del meno finché decidiamo di incontrarci. Lui abita in Molise, io al nord. Fin dal nostro primo incontro c’è grande intesa, interesse reciproco e, dopo un po', ci accorgiamo che desideriamo entrambi qualcosa in più. Essendo io musicista, riparto dopo una settimana per una serie di serate, con la promessa di scendere di nuovo da lui in un paio di mesi. A settembre ci rivediamo ed è come non ci fossimo mai lasciati: la complicità (in ogni senso) è perfetta. Dopo due settimane riparto, il lavoro inizia ad aumentare e le occasioni per vedersi diminuiscono fino a sparire. Lui però mi dice "Ti amo e ti aspetto". Fatto sta che poi lui trova un lavoro che lo tiene impegnato tutta la settimana, torna spesso a casa tardi e mi dice che se io fossi sceso questo avrebbe risolto le cose. Durante la pandemia poi ha ripreso l'università (continuando a lavorare). Insomma, alla fine non ci vediamo da tre anni (nonostante ci si senta su WhatsApp e via videochiamata). Ultimamente le cose sono un po' peggiorate nel senso che, nonostante io lo ami ancora e cerchi di farglielo capire, lui è sempre freddo, spesso sembra distante e fin troppo menefreghista. So che la vicenda è un po' anomala ma, cara Giulia, se mi darai una risposta cercherò di farla arrivare pure a lui e magari capisce cosa vuole fare da grande.

Lorenzo

Caro Lorenzo,

per ricapitolare: un tizio che hai visto un paio di volte in cinque anni ti tratta male. Praticamente avete lo stesso rapporto che io ho con il mio dentista, con la differenza che almeno noi due condividiamo lo stesso codice postale e entrambi sappiamo che ha ragione lui.

Tu cosa vuoi? Che soluzioni vedi? Perché pretendi che sia lui a capire cosa vuole fare da grande, quando anche tu hai già tutti gli elementi per valutare se questa relazione ti fa stare bene o no? Mi dispiace dirtelo, ma in tre anni se due persone si vogliono vedere si vedono. Prendono un treno la sera per tornare la mattina dopo, si danno malate in ufficio, pianificano due giorni di ferie con mesi di anticipo. Non vivete in parti opposte del mondo e, se ho capito bene, nessuno dei due è un capo di stato. Le occasioni, a un certo punto, si creano.

Può essere che tu stia idealizzando quest’uomo? È la prima volta che ti innamori?

Lo so che non è carino rispondere a una domanda con altre domande, mi devi scusare. Ma io sono una ragazza semplice e per me uno dei vantaggi della vita di coppia è quel senso di stabilità, la certezza di avere sempre accanto quella persona nell’universo che sa benissimo che se sono di cattivo umore nel 99 per cento dei casi è perché ho fame e devo essere nutrita al più presto, come un neonato o un Tamagotchi.

Anche per questo non credo molto nelle relazioni a distanza “fine pena mai”: a cosa mi servi da un altro fuso orario, da un’altra regione, da un’altro cap? Chi mi risolve il problema della cena quando non ho neanche voglia di aprire una latta di tonno? È un attimo che mi dimentico il tuo nome e mi innamoro del rider di Glovo che mi porta da mangiare.

Non voglio estremizzare: a distanza si può anche stare benissimo, ci si può amare molto, avere tante cose da raccontarsi, diventare campioni di sesso telefonico. Ci sono anche un sacco di pregi nel non vedersi mai dal vivo: l’immagine del partner in ciabatte non è impressa a fuoco nella tua mente, vi risparmiate i rispettivi aliti mattutini, non litigate su chi deve portare il cane a pisciare.

Ma bisogna esserne convinti e soddisfatti – che non mi sembra il tuo caso – o avere un progetto di riconciliazione da qualche parte nel futuro prossimo. Che sia regalargli un tamburello e invitarlo in tour insieme a te, ragionare sulla possibilità di avvicinarsi geograficamente, prenotare una vacanza o in generale cominciare a mettere in conto qualche piccolo sacrificio (da una parte e dall’altra) per il bene della coppia a lungo termine, dovete trovare il modo di uscire dall’impasse. Se non ne avete la voglia o la forza, ricordati sempre che le app di dating selezionano gentilmente gli utenti più vicini a te.

Giulia

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