A oggi nel nostro paese «non c’è una prassi» sugli esami da fare in caso di violenza con sottomissione chimica, dice l’avvocata penalista Marina Pasqua Cuchetti. L’omogeneità è fondamentale, anche perché questo tipo di abuso, dove spesso mancano segni di aggressione fisica dato lo stato di incoscienza indotto, è uno tra i «più frequenti in cui alle donne non si crede»
Stefania (nome di fantasia), 50 anni, ha scoperto grazie ad alcuni video che l’ex marito abusava di lei dopo averle somministrato di nascosto degli psicofarmaci: trovati nel computer di lui, ritraevano lei priva di sensi e l’uomo che agiva violenza. Dei circa 10 giorni precedenti, Stefania ricorda poco: ogni sera lui le versava da bere e da lì iniziano i vuoti di memoria. «Non ricordo quando andavo a letto, quando mi svegliavo, la colazione dei bambini, quando li portavo a scuola». Grazie ai vid


