In questa fase storica, in cui la guerra anestetizza il sentire sociale, la sfida è tornare a riconoscere l’altro – e così il proprio limite – per ricostruire uno spazio di comunità. Di questa sfida si fa carico il saggio Per una pace possibile
La guerra ha in sé una doppia forza distruttrice: non solo quella fisica, che riguarda i luoghi e le persone, ma anche quella di corrodere il linguaggio con cui la si racconta e la si spiega, anestetizzando lentamente anche il senso di orrore e lo sdegno. Questo è tanto più vero nel tempo presente, che è sempre più martoriato dai conflitti armati che hanno invaso i media a partire dal 7 ottobre 2023, per poi arrivare alla tragedia di Gaza, all’allargamento del fronte a tutto il Medio Oriente fin

