A parere di questo ufficio, tutti gli illeciti accertati e commessi dagli interessati alle vicende del consorzio C.E.M.P.E.S. sono da ritenersi indispensabili al dispiegarsi dell’attività mafiosa. I personaggi devono essere considerati veri cooperatori, assolutamente "dipendenti" da Cosa Nostra
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Il 12.02.1990 alla Stazione CC. di Lercara Friddi veniva denunciata la scomparsa di PORRETTO Domenico, nato a Palermo il 24.10.1953, residente a Roccapalumba.
Nel complesso delle indagini sin qui svolte, compaiono individui di sicura connotazione mafiosa, collocati a livelli diversi dell'organizzazione di "Cosa Nostra" e soggetti che a costoro si appoggiano, subendone il predominio al fine di conseguire cospicui vantaggi economici. Questi ultimi, nel tempo, hanno assunto una mentalità che li rende perfettamente sintonizzati sui modelli comportamentali e col linguaggio dei loro interlocutori tanto da apparire parte integrante del sodalizio criminale.
Una conferma all'asserto viene dalla telefonata delle 15.25 del 05.07.1990, intercettata sull'utenza della Rizzani De Eccher di Caltanissetta. Essa evidenzia un colloquio tra due persone che della cultura mafiosa hanno adottato, con tutti i limiti ragionevolmente frapponibili per la loro estrazione geografica, stile e atteggiamenti.
m= Marco de Eccher d= Deffendi
m. pronto?
d. ciao...
m. come va...?
d. insomma
m. dove sei?
d. sono a Caltanissetta...
m. novità?
d. niente problemi...
m. bene, bene...
d. senti...
m. problemi?
d. e... eh... c'è stata una visita stamattina in cantiere...
m. mm...
d. ieri...
d. adesso io ho due possibilità... uno è aggredire il problema dal basso... dal basso vuol dire avere degli incontri locali...
m. mm....
d. e con il rischio di non sbattere il naso su quelli giusti diciamo...
m. mm... mm...
d. l'altro è aggredirlo dall'alto e... vuol dire utilizzare praticamente lo stesso canale dell'altra volta...
m. mm... mm...
d. cosa pensi?
m. ma... e... non c'è stato nessun modo di verifica di dei canali bassi, no?
d. no il modo di verifica è stato che c'è stata sta visita in cantiere ca... inviti perentori... a prendere contatti...
m. mm... mm...
d. però è gente di bassa macelleria insomma... secondo me
...la via dall'alto è quella più....
m. più garantita...
d. più garantita e soprattutto e forse anche meno meno dispendiosa....
m. mm.... sì... sì credo che...
d. eh...
m. credo anch'io....
d. perché allora io darei il via subito perché attualmente e da ieri pomeriggio... sia... siamo fermi... eh...
m. eh... così....
d. sì è stato un impatto piuttosto... - risata -...
m. ah... sì...
d. - risata - infatti qua i nostri...
m. va bene, va bene, va bene...
d. i nostri partner sono... - risata -...
m. okay allora... sì io direi di fare così...
d. ecco perché altrimenti io... faccio faccio l'altra strada però....
m. io...
d. ci ha... c'ho ragionato ho ragionato anche qui....
m. io... io... dico al limite... potrebbe anche dirglielo a loro... eh... questi questi termini guarda siccome noi abbiamo un certo tipo di rapporto... o no?
d. ma e... secondo la voce anche qui di Li Pera dice che è meglio snobbarli... perché...
m. sì...
d. avremmo... più... più... più... più di petto sicuramente
m. ho capito... ho capito...
d. chiave... è... più... più... sicuramente
m. va bene... okay... okay...
d. allora io parto per quella strada e...
m. sì...
d. ...e proseguiamo per quella strada...
m. direi sicuramente di sì....
d. va bene...
(vds. all. nr. 208).
Il complesso delle acquisizioni sopra riportate configura ampiamente, a parere di chi scrive, precise responsabilità in relazione alle ipotesi previste dall'art. 416 bis C.P., per quanto concerne il gruppo "siciliano" rifacentesi ad Angelo SIINO, e dall'art. 416 C.P., per tutto quel complesso di titolari di imprese, relativi dirigenti e funzionari pubblici che sono in contatto con gli elementi di "Cosa Nostra", attraverso cui conseguono risultati e/o utili in maniera illecita, danneggiando il libero mercato e provocando danni progressivamente sempre maggiori all'economia nazionale.
Il CONSORZIO C.E.M.P.E.S.
Il collettore emissario Palermo Est "società consortile a r.l. - C.E.M.P.E.S." veniva costituito in data 2 novembre 1987 presso lo studio notarile del dottor Franco Salerno Cardillo coadiuvato dal dottor Enrico Rocca, sito in Palermo via Carducci nr. 6.
All'atto costitutivo della società, regolarmente iscritta presso la Cancelleria Commerciale del Tribunale di Palermo al nr. 32157, volume nr. 245 fascicolo nr. 167, risultavano presenti:
l'ing. Salvatore SIMONETTI, nato a San Giuseppe Jato (PA) il 4.7.1952, residente a San Cipirrello (PA) in via Roma nr. 289, il quale rappresentava l'impresa "ing. Fortunato Federici s.p.a.", con sede in Roma viale di Villa Massimo nr. 57, iscritta presso il Tribunale di Roma al nr. 3179 volume nr. 54;
l'ing. Sergio DI PAOLO, nato a Roma l'8.11.1938, il quale rappresentava la "TOR DI VALLE COSTRUZIONI S.p.A.", con sede in Roma in via Flaminia nr. 141 ed iscritta presso lo stesso Tribunale al nr. 1640 volume nr. 65;
il geom. Ignazio DI MINNICA, nato a Palermo il 25.7.1932, rappresentante la "C.I.S.A. Udine s.p.a.", avente sede a Udine in via Feletto nr. 75, iscritta al Tribunale di Udine al nr. 2118.
La durata della costituita società consortile, con sede in Palermo via Emilia nr. 31, veniva fissata al 31.12.1999 con possibilità di proroga.
La CEMPES, avente un capitale sociale di L. 30 milioni suddiviso in parti eguali tra le società componenti, si prefigge come scopo sociale "disciplina e svolgimento delle fasi delle imprese delle società consorziate che attengono alla esecuzione delle attività, prestazioni, opere ed interventi affidati dall'Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno con l'appalto per la costruzione del collettore emissario della zona sud orientale della città di Palermo e/o con estensioni o modifiche di detto appalto.
Per il primo triennio il consiglio di amministrazione, attualmente in carica, veniva così eletto:
ing. Piero CATTI, nato a Torino il 6.10.1922, domiciliato in Roma via Flaminia nr. 141, presidente;
geom. Giuliano VISENTIN, nato a Cittadella (PD) il 30.3.1944, domiciliato a Udine in via Feletto nr. 75, consigliere;
ing. Bruno LATTANZI, nato a L'Aquila il 22.8.1922, domiciliato a Roma in viale di Villa Massimo nr. 57, consigliere.
Nel verbale del consiglio di amministrazione del 3.4.1989 veniva deliberato di trasferire gli uffici dalla via Emilia nr. 31 alla via Maurizio Ascoli nr. 15, sempre di Palermo.
Dalla relazione del consiglio di amministrazione allegata al bilancio relativo all'anno 1988 si evinceva che era stata approvata, con delibera nr. 3440 del comitato di gestione dell'azienda, la prima perizia di variante tecnica e suppletiva, per un importo al netto del ribasso d'asta di L. 2.626.417.000.
Nella relazione del consiglio di amministrazione allegata al bilancio relativo all'anno 1989, si rilevava che la società aveva chiuso l'ultimo esercizio con una produzione inferiore a quanto preventivato ed in particolare che il 22.11.1989 era stata sospesa l'attività di scavo e rivestimento del primo tronco della galleria e che tale fermo era da imputare interamente all'amministrazione appaltante che non aveva predisposto un'adeguata perizia di variante e suppletiva, necessaria a coprire le spese dei consolidamenti da eseguire preventivamente allo scavo in corrispondenza del sottopasso ferroviario della linea Palermo - Trapani.
Nella stessa relazione veniva evidenziato il fatto che la società stava subendo pesanti oneri di fermo cantiere, di cui l'amministrazione era già a conoscenza ed alla quale era stato proposto di anticipare l'esecuzione del II tronco di galleria, a partire dalla piazza Principe di Camporeale riconoscendole l'onere della costruzione del pozzo di immissione, mentre per la ripresa dei lavori del primo tronco era necessaria l'approvazione della perizia di variante suppletiva, per la quale si prevedevano tempi lunghi, dato l'elevato importo complessivo, pari a circa il 50% dell'appalto.
Veniva inoltre evidenziato che dalla data di fermo dei lavori di scavo, 22.11.1989, erano stati prefabbricati soltanto conci di rivestimento per altri 450 metri, ma che anche questa attività veniva sospesa, per i motivi suindicati, in data 6.3.1990.
Sulla base della conoscenza dei già citati rapporti tra le società componenti il consorzio CEMPES e personaggi il cui spessore mafioso è notorio, si rendeva indispensabile iniziare servizio di intercettazione e registrazione delle conversazioni telefoniche dall'utenza installata presso gli uffici di Palermo, via Maurizio Ascoli nr. 15, avente il nr. 091/6166031, autorizzato con decreto nr. 59/89 ITF emesso in data 6.10.1989 dall'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, integrato successivamente dal decreto nr. 38/90 Int. del 7.2.1990 di codesta Procura della Repubblica.
Dal servizio svolto, si ricavavano indubbi riscontri dei rapporti esistenti tra i componenti della CEMPES ed ambienti della criminalità organizzata.
Di tali collegamenti si è già ampiamente trattato con capitolo a parte.
A parere di questo Ufficio, tutti gli illeciti accertati e commessi dagli interessati alle vicende del consorzio C.E.M.P.E.S., non rientranti tra quegli avvenimenti dai quali si è accertata l'esistenza dell'associazione mafiosa, sono comunque da ritenersi indispensabili al dispiegarsi dell'attività mafiosa ed i personaggi devono essere considerati più che "fiancheggiatori" veri cooperatori, assolutamente "dipendenti" da Cosa Nostra, nel senso che, senza il loro contributo sia tecnico sia finanziario, l'organizzazione - e siamo ai vertici - mafiosa non avrebbe avuto la possibilità di allungare le mani su tutta l'attività imprenditoriale dell'isola.
Si riporta, di seguito, il contenuto delle telefonate ritenute utili alle indagini e registrate sulla predetta utenza, dalle quali inequivocabilmente si rileva l'illecito intreccio esistente tra i dirigenti del consorzio C.E.M.P.E.S., funzionari pubblici di vario livello e professionisti.
TELEFONATA DELLE ORE 12.44 DEL 10.10.1989.
L'ing. Zito dialoga con uno dei noti fratelli TAIBBI per fissare un incontro e discutere di una perizia di variante che al momento è a Roma presso la Tor di Valle.
Indubbiamente la perizia della quale parlano riguarda i lavori che la società dei fratelli Taibbi sta eseguendo a Baucina in associazione con la Tor di Valle relativi ai consolidamenti del centro abitato (vds. all. nr. 211).
TELEFONATA DELLE ORE 14.02 DEL 10.10.1989.
L'ing. Zito conversa con il collega Taddeu della Tor di Valle di Roma al quale chiede che gli venga inviata la perizia di variante e suppletiva in quanto ha fissato un appuntamento con Taibbi, con il quale si recherà il giovedì successivo dal direttore dei lavori. Taddeu assicura che invierà la perizia per posta celere. Successivamente la conversazione continua come segue:
z = ZITO T = TADDEU
z= ...ecco... l'altra cosa ti volevo dire.... ehhh... sarebbe l'esame sulla perizia... nella prima perizia c'è una cifra che è un miliardo e mezzo, parlo qui di Palermo naturalmente...
T= ..sì..
z= ...un miliardo cinquecentocinque che è previsto per lo sfiatatore e per opere di stabilizzazione....
T= ...di stabilizzazione è un termine molto...
z= ...ecco appunto... è vago... allora non si potrebbe tentare di fare una richiesta al direttore dei lavori di indirizzare quei fondi per pagarci i consolidamenti?
T= ...certo... bisogna sentire cosa ne pensa... cosa ne pensa DE FORTIS...
Z= ...(incomprensibile)... ha detto che si può fare...
T= ...cioè prepara la lettera che sta bene a DE FORTIS
Z= sì oggi pomeriggio viene qua e glielo propongo;
T= ...okay...
Z= va bene... tutto qui... allora mi mandi...
T= allora io ti... ti preparo queste carte qua ...
omissis - (vds. all. nr. 212).
Dalla conversazione appare evidente che i due intendono stornare fondi già destinati ad altro uso. Per ottenere ciò sono convinti di potersi avvalere della compiacenza di DE FORTIS, funzionario della Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Il DE FORTIS si identifica in: DE FORTIS Enrico di Eugenio e di PEDIVILLANO Maria Teresa, nato a Napoli il 15/12/1946, residente a Palermo in via G. Turrisi Colonna nr. 44, coniugato, ingegnere capo per i lavori del C.E.M.P.E.S..
TELEFONATA DELLE ORE 15.26 DEL 23.10.1989.
L'ing. Zito conversa con TADDEU circa un calcolo matematico e probabilistico di "aggiudicazione" delle gare di appalto.
In sintesi, si tratterebbe di diminuire il tempo di esecuzione dei lavori per aumentare il coefficiente d'offerta ed ottenere così complessivamente un ribasso maggiore senza incorrere nel problema dell'offerta anomala.
Il sistema è "garantito" in presenza di almeno 15 concorrenti, mentre non risulta sicuro con un numero minore di partecipanti (vds. all. nr. 213).
TELEFONATA DELLE ORE 15.48 DEL 23.10.1989.
L'ing. Zito e l'ing. Taddeu discutono riguardo una gara cercando di stabilire come comportarsi secondo il metodo di cui si tratta nella telefonata sopra riportata. In pratica il ribasso maggiore ottenuto riducendo i tempi di realizzazione comporta l'aggiudicazione della gara con la consapevolezza dell'incapacità ad eseguire il lavoro nel tempo indicato.
La penale così pagata, corrisponde al ribasso maggiore offerto ed è ammortizzata dalla maggiorazione di percentuale ottenuta tramite la riduzione dei tempi (vds. all. nr. 214).
TELEFONATA DELLE ORE 09.14 DEL 27.10.1989
L'ing. ZITO dialoga con DE FORTIS al quale conferma l'appuntamento per il pomeriggio alle ore 16.00. Quest'ultimo gli riferisce che dal giorno precedente non ha ancora rintracciato alcuni assessori, tra cui INZERILLO e TRAPANI, senza specificare il motivo per il quale è interessato ad un contatto con gli stessi.
De Fortis dice che ha lasciato la propria autovettura presso un'officina e che per la fattura ha lasciato detto che dovrà essere fatturata "CEMPES", come già fatto in altre occasioni. Poi la conversazione continua:
Z = ZITO D = DE FORTIS
D= ...un punto della situazione, perché poi i dettagli sono allegati in una serie di commissioni, ma intanto la situazione è questa, io dovevo prendere anche contatti con il direttore dei lavori del lotto, del I° lotto..
Z= sì'...
D= ...perché so che anche lui ha stimolato un po' il discorso del... dei nostri collegamenti...
Z= ...ho capito...
D= e dobbiamo vedere di fare (incomprensibile) ecco riusciamo a chiudere in maniera interessante il nostro accordo di collaborazione... noi ce ne facciamo un altro...
Z= ...ahhh... benissimo...
D= ...speriamo di non avere... ecco... anche... non vorrei che lasciarmi dietro malumori perché te lo dico concretamente, perché il direttore dei lavori ha tutto l'interesse a portarci sopra 5 miliardi di lavori... e questo mi pare ovvio...
Z= è ovvio...
D= ...sia come...(incomprensibile)... che come direzione lavori...
Z= ...senti...
D= è vero che la dimissione... a fare ingegnere non si preoccupi... questo poi non ha nessun diritto dico... dico sì... nessuno ha diritto... però vaglielo a dire... per dire a quelli... guardi... non sono "cazzi tuoi" oppure viceversa... vagli a dire a Jarosuk "cioè di qua non sono cazzi tuoi"...
Z= ma tu parli sempre dei 400 metri...
D= ...più il sifone queste cose qua sono 5 miliardi come quotazione generale...
Z= sì...
D= ...va bene, comunque ti ho anticipato solo alcune cose, ci vediamo più tardi...
Z= ...senti una cosa...
D= ...mi farebbe molto comodo... vedi se tu puoi...
Z= il prezzo con cui l'ITALISPACA ha dato a COSIAC quei famosi 1.400 metri...
D= e cioè proprio ieri ho saputo... perché ho parlato con una persona della SAGECO... che c'è tutto quanto il lavoro nel complesso... poi invece un altro, non so chi ieri mi parlava, no... ma quelli non li hanno appaltati...
Z= ...mah...
D= comunque adesso... comunque, se ti interessa io... una telefonata a ITALISPACA... vediamo se mi sa dire qualche dato...
Z= ...per favore me lo fai sapere nel pomeriggio...
D= ...però non sarà facile sai...
Z= ...ho capito...
D= ...in caso ti potrei dare il nome, nome e l'indirizzo e lo vai a trovare tu a Roma...
Z= sì...
D= ...che dici?
Z= ...c'è l'ingegnere DONATI...
D= ...PACE, io conosco l'ingegnere, ahhh scusami un attimo... PAGANI...
Z= ...PAGANI... ahhh ecco sì... sì, l'ingegnere PAGANI... cioè va bene...
D= ...non so che, non so nemmeno se lui si interessa di queste cose..
Z= sì...
D= ...perché in effetti qui c'è un grosso... un grosso... non so se tu sai, ma è.. ma è un grosso.... (incomprensibile). su tutta questa faccenda ITALISPACA...
Z= lo so
D= tanto che qualcuno pensa che presto finiranno tutti quanti dentro...
Z= ...ehhh... ehhh... ehhh...
D= ...perché no, non è da ridere tu pensa... loro si sono fatti trasferire il progetto rete fognatura oltre Oreto, sul quale noi abbiamo dato a prezzi aggiornati, quindi nell'ordine di 30 miliardi...
Z= sì...
D= ...poi altri progetti... vero che glieli abbiamo trasferiti, cioè a denti stretti, quindi a prezzi nuovi aggiornati... noi avevamo già fatto l'aggiornamento della galleria...
Z= sì...
D= visto che però a questo punto la legge diceva... a quella situazione, a quel giorno. eccetera eccetera, noi abbiamo questo e la lettera della ... (incomprensibile)... della galleria... fai il conto 4 miliardi, quando ne servivano 20, mi segui?
Z= sì...
D= ..ora... quindi.(incomprensibile).. comunque sia, 30 da una parte, 4 dall'altra, 5 dall'altra, 6 dall'altra i soldi li hanno tutti...
Z= ...ahhh... ho capito...
D= ora poi sul piano annuale loro hanno chiesto 100 miliardi e li hanno appaltati, allora viene subito spontanea la domanda: "ma che hanno fatto un ulteriore riaggiornamento dei progetti"... cioè fai conto che quello da 30 miliardi a questo lo hanno portato per arrivare a 150 miliardi impegnati... effettivi..
Z= ...ho capito...
D= ...oppure se è come invece ho capito io sono 65 miliardi effettivamente appaltati... che cosa hanno appaltato?... cioè c'è parecchia... parecchia confusione... peraltro c'è una grossa illegittimità sul fatto che lo Stato quando fornisce un finanziamento e dice "io voglio realizzare uno, due e tre... e ti do 100, 100 e 100... 300...
Z= ...sì...
D= è inammissibile dal punto di vista della contabilità dello Stato che tu poi... io con queste due opere solo ...(incomprensibile)... di 300 milioni e l'altro non lo faccio...
Z= ...ho capito...
D= ...perché io ti ho dato i soldi per fare quell'opera.
Z= ...certo...
D= ...tu mi puoi discutere dicendo "guarda io ho bisogno di una somma in più per completare l'opera, ma non puoi non farmela"...
Z= ...certo...
D= ...cioè e queste sono cose da codice penale...
Z= ...certo... certo...
D= peraltro lo hanno anche scritto dicendo "voi dateci i soldi e poi ci pensiamo noi a fare quello che crediamo meglio di fare"... ecco ma noi ti diamo i soldi per fare quella cosa e tu poi dici "no a me serve per fare un ospedale, quindi vado a fare un ospedale...
Z= ...ho capito...
D= ...capito, comunque...
Z= ...va bene...
D= io posso fartela questa telefonata a PAGANI...
Z= sì, così gli preannunci che vorrei fare due chiacchiere...
D= al limite se lui non mi sa dare al volo l'informazione... perché posso... innanzitutto se veramente li hanno appaltati... nel pacchetto oppure no...
Z= ...ho capito...
D= ...questo te lo posso dire con certezza...
La telefonata si conclude con Zito che chiede all'interlocutore se un interessamento di tale Massimo potrebbe consentire di avere ulteriori notizie in merito all'appalto (vds. all. nr. 215).
Dal contenuto della conversazione emerge chiaramente che il funzionario della Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno, ing. Enrico De Fortis, è a conoscenza di illeciti posti in essere da responsabili della ITALISPACA, in combutta con gli organi preposti alla erogazione dei finanziamenti destinati alla realizzazione di opere pubbliche, soprattutto per quanto concerne la destinazione dei fondi stessi. In particolare, il funzionario, a maggior riprova di ciò, facendo presente che sussiste una situazione molto ingarbugliata, dice chiaramente "...tanto che qualcuno pensa che presto questi finiranno tutti quanti dentro...", affermando poi "...e queste sono cose da codice penale...". Nella stessa telefonata, si evidenzia il tono particolarmente confidenziale del DE FORTIS con l'ingegnere Zito, abbondantemente al di là di quelli che sarebbero i normali rapporti di lavoro tra due professionisti. In particolare è da rilevare l'interessamento dello stesso De Fortis per favorire, tramite le opportune conoscenze, il consorzio CEMPES a rimuovere eventuali ostacoli nel corso dell'appalto.
Altro particolare che conferma il privileged rapporto di cui si è fatto sopra cenno, è la circostanza in cui il De Fortis, portata la propria autovettura presso un'autofficina, dispone che la fattura venga intestata al consorzio CEMPES.
TELEFONATA DELLE ORE 10.33 DEL 27.10.1989
Z = ZITO T = TADDEU
omissis -
Z= ...senti... ti volevo dire che ho parlato con DE FORTIS...
T= sì'...
Z= e però non era di questo che ti volevo... era che gli ho accennato se mi poteva far sapere il prezzo dell'aggiudicazione fatta a COSIAC da ITALISPACA...
T= sì'...
Z= lui dice "guarda che lì non mi risulta che è stata aggiudicata, perché il discorso in pratica è questo... che ITALISPACA ha raccolto tra vari Enti, tra cui la Cassa, un certo numero di lavori da eseguire ed un certo corrispettivo di lavori... somme... di queste somme ha fatto un pacchetto unico e li ha distribuiti su lavori diversi da quelli per cui i fondi erano stati destinati...
T= ...uhhh... uhhh...
Z= ...ecco, con il risultato che in pratica alcuni lavori lui li (incomprensibile)... tutto questo quindi adesso è stato denunciato da altri Enti tipo la Cassa per cui questa aggiudicazione innanzitutto dice "non mi risulta... ufficiale... sicuramente per ora non si può fare... poi perché questo ricorso della Cassa".
T= ho capito...
Z= ...non so se sono riuscito a spiegarmi...
T= ...sì'... sì'...
Z= ecco... lui mi ha dato il nome dell'ingegnere PAGANI da andare a trovare lunedì o martedì a Roma.... dell'ITALISPACA... non so se tu hai qualche altro...;
T= PAGANI lo conoscevo... collega...
Z= ...non so se hai qualche altro nominativo...
T= .no. .no.
Z= ...va bene...
La conversazione prosegue con Zito che conferma a Taddeu l'appuntamento con De Fortis e con tale ingegnere AMMAUDA (o simile) nel corso del quale discuteranno di problemi inerenti l'appalto in corso e dei prezzi da stabilire in relazione ai 400 metri da fare con sfiatatoi e sifoni, per i quali sarebbero previsti 5 miliardi (all. nr. 216).
TELEFONATA DELLE ORE 09.30 del 30.10.1989.
L'ing. ZITO chiama l'utenza intestata alla CEMPES e parla con il geometra AVATANEO il quale gli dice che presso il cantiere si trovano due funzionari del CORPO DELLE MINIERE che stanno effettuando un sopralluogo e sono meravigliati del fatto che non sia stato loro comunicato l'esecuzione dei lavori. L'ing. ZITO si fa passare il signor BELLAVIA, tecnico del Corpo delle Miniere, il quale fa presente che si trova nel cantiere unitamente a tale ing. ADAMO, funzionario dello stesso ente, per procedere ad un sopralluogo. Nella circostanza ribadisce che era indispensabile notiziare il Corpo dell'esecuzione dei lavori, a tal proposito ZITO riferisce che questa era una competenza dell'Agenzia, e che comunque provvederà tempestivamente ad avvisare personale dell'ente.
BELLAVIA afferma che per tale omissione sarebbe prevista la sospensione dei lavori, comunque, su invito dell'ing. Zito rimangono d'accordo per contatti successivi allo scopo di appianare la faccenda (vds. all. nr. 217)
TELEFONATA DELLE ORE 10.43 DEL 30.10.1989
L'ing. DE FORTIS chiama la CEMPES e si fa passare il signor BELLAVIA il quale gli riferisce che stanno eseguendo un sopralluogo in qualità di tecnici del Corpo delle Miniere e che risulta mancante la comunicazione di inizio dei lavori.
I due rimangono d'accordo per un successivo incontro in via Trinacria nr. 34 (sede degli uffici del Corpo delle Miniere).
Nella circostanza De Fortis porta a conoscenza l'interlocutore che presso il suddetto ente lavora anche suo cognato, tale PILARA, persona che il BELLAVIA afferma conoscere (vds. all. nr. 218).
TELEFONATA DELLE ORE 10.50 DEL 30.10.1989.
L'ing. Zito chiama la CEMPES e dialoga con Avataneo il quale lo informa che DE FORTIS ha un cognato al Corpo delle Miniere e si augura che tutto vada bene perché i tecnici "...avevano accennato al fermo...". Zito fa presente che l'eventuale sospensione dei lavori sarebbe stata una "seccatura" ma che comunque la mancanza era da imputare all'Agenzia; a tal proposito, invece, AVATANEO gli fa osservare che oltre le sanzioni amministrative a carico dell'ente preposto, sono previste sanzioni legali a carico del presidente del consorzio, nella circostanza il dr. CATTI (vds. all. nr. 219).
Non si ritiene opportuno interloquire sul contenuto delle tre telefonate precedenti data la chiarezza con la quale emergono situazioni di "compiacenza" tra:
PILARA RENATO, nato a Roma il 17.12.1948, dirigente superiore tecnico coordinatore per il settore Idrocarburi, effettivamente cognato di DE FORTIS Enrico;
ADAMO GIOVANNI, nato ad Alcamo (TP) il 19.06.1952, dirigente tecnico del Distretto Minerario di Palermo;
BELLAVIA GIOVANNI, nato a Porto Empedocle (AG) il 19.03.1934, assistente tecnico per il Distretto Minerario di Palermo;
ed i già noti DE FORTIS, ZITO ed il geometra AVATANEO.
TELEFONATA DELLE ORE 17.51 DEL 7.11.89.
L'ing. JAROSZUK, direttore dei lavori, dialoga con l'ing. Zito che gli riferisce di aver parlato con De Fortis riguardo la perizia che devono preparare sulla base dei consolidamenti relativi al nuovo concio ed allo sfiatatoio.
La conversazione continua:
Z ZITO; I JAROSZUK
omissis -
Z= ecco... dell'attraversamento ne parleremo più in là;
I= no.... perché a questo punto ci blocca tutto quanto questo discorso...
Z= eh... appunto
I= appunto... ma noi dalle Ferrovie siamo sicuri che.... non abbiamo altre sorprese.
Z= ecco... ha telefonato davanti a me De Fortis... eh.... dall'ing. TRAPANI.... il quale gli ha promesso che è tutto OK, che non hanno nessuna obiezione e che tutto verrà dato... ehhh... l'ufficializzazione sarà domani... massimo lunedì...
I= ahhh.... perché adesso a questo punto allora cosa succede?... che la commissione di collaudo arriva che abbiamo sospeso i lavori..
Z= ehhh... quello purtroppo non è
I= e quindi non vedono una macchina muoversi... né niente... questo... questo mi dispiace...
Z= gli vogliamo fare un'esibizione davanti a loro... ma lei capisce che noi giovedì 16 arriviamo in pratica sotto il Policlinico...
I= sì
Z= e lì oltre non si può andare...
I= no, no, no, no, sotto non ci dobbiamo arrivare... ehhh.... cioè bisogna che ci fermiamo prima sennò'... non è che arriviamo sotto sotto cioè'...
Z= no, no ci fermiamo in pratica 7 - 8 metri prima...
I= beh sarebbe meglio fermarsi qualche metro prima perché...
Z= allora finiamo addirittura a mercoledì della settimana prossima...
I= quindi... no perché io ho programmato in funzione a quello che mi aveva detto DE SERIO... di venire all'inizio della prossima settimana e poi di venire con la prova perché c'è la commissione di collaudo, adesso a questo punto come facciamo.
Si accordano per un incontro successivo, probabilmente per mercoledì 15, quando sarà pronta almeno la bozza della perizia. Continuano parlando dei lavori e poi:
I= il discorso è questo... ehhh... bisogna... va bene d'accordo... valutiamo tutte le situazioni che non ci troviamo adesso (incomprensibile)... adesso bisogna vedere un pochettino anche da Roma perché non possiamo fermare la perizia per il discorso dell'attraversamento... cosa ha detto dell'attraversamento? (si riferisce senza ombra di dubbio a De Fortis)
Z= senta ingegnere JAROSZUK... alla prima occasione dobbiamo parlare a quattr'occhi...
I= sì'... no, no... infatti...
Z= però veramente a quattr'occhi...
I= ho capito... va be' niente. Lei domani è a Roma no?
Z= no, io sono qui ehhh...
I= sì, sì adesso è stata una domanda infelice a quest'ora sono un po' cotto è chiaro allora facciamo una situazione cioè perché anche lì non vogliamo trovarci con delle gran chiacchiere e poi non si risolve niente ecco
Z= ma se riuscissi a presentare la perizia così il giorno prima del fermo della ... della galleria ... secondo me stiamo stiamo tutti in ordine stiamo tutti a posto
I= no, ma è questo il problema che mi si sta proponendo, quello di fermare e di non avere la perizia pronta
Z= esatto... in maniera
I= certo, perché questo diventa un po'... cioè non averla presentata diventa
Z= esatto... esatto
I= poi dopo a Roma, anche se l'abbiamo presentata e che manca qualche carta non esiste il problema
Z= no, non existe il problema
I= l'importante è che l'abbiamo protocollata
Z= sì, tanto il consulente non ci sarà ehh c'è poco da fare
I= no, no, no... ma su questo infatti lo so, ecco che...
Z= siccome c'è un progetto approvato dalle ferrovie per il quale non ci sono problemi ed è un progetto già esecutivo con tutti i dettagli... lasciamo andare quello poi al momento dell'esecuzione ci metteremo d'accordo se ci sarà da... incomprensibile qualche cosa la faremo... insomma
I= quindi la perizia che cos'è quella di presentarla con quel progetto così globale di tutti quei miliardi? ... oppure di ridurlo...
Z= no, di presentarlo così com'è perché se no con le ferrovie bisogna cominciare da capo ehh ... poi le ripeto quando sarà il momento di farlo oppure in segno di trattazione della perizia potremo pure fare qualche modifica quando ci sarà l'opportunità di farla... in questo momento non c'è l'opportunità di farla... possiamo fare solo quello in questo momento
I= va bene, allora facciamo così io domani sera vengo lì...
Z= va bene
I= io sono a Roma domani mattina, poi appena mi libero delle mie cose prendo il primo aereo per Palermo, domani sera sono lì, dopo vi telefono... mi venite a prendere...
Z= senz'altro..
I= ehh... poi ne parliamo giovedì mattina così facciamo una chiacchierata ecco, comunque lì la situazione del ... del sottopasso cos'è catastrofica...
Z= Loreto dice?...
I= ehh...
Z= no, non è catastrofica ... è solo un problema di ripartizione tra un lotto e l'altro
I= sì, no, va bene noi fino alla parte ... alla parte opposta del fiume dobbiamo farla noi ... cioè
Z= no, noi dovremmo fare fino allo sfiatatoio
I= cioè no, sì, voglio dire fino allo sfiatatoio con tutti i ... incomprensibile... però
Z= senza ... senza il sifone, il sifone fa parte dell'altro lotto...
I= sì, d'accordo, però una parte la faremo noi comunque perché sotto lo sfiatatoio una parte del sifone viene fatta...
Z= no... niente
I= ehh ... quindi quel discorso lì salta ... salterebbe in poche parole...
Z= ehh... per ora sì...
I= no... ma De Fortis ... perché mi aveva detto che avevamo sistemato un po' le carte con ... con Biancheri (o simile) dell'altra divisione ... cosa è successo poi...?...
Z= no, io so solo che rimane al primo lotto ...
I= ahh... rimane tutto un altro lotto
Z= sì...
I= ho capito ... va bene, allora niente...
Z= e poi comunque lo sfiatatoio è un problema anche di carattere progettuale, insomma è una cosa che si risolverà sicuramente più in là...
I= non ho capito..
Z= diciamo che lo sfiora.... per il sottopasso ....
I= sì...
Z= del sifone ...;
I= sì...
Z= ci sono anche dei problemi progettuali...
I= ho capito quindi allora ... cioè adesso quella documentazione lì, per quanto riguarda lo sfiatatoio, attualmente, è a posto o no
Z= sì... sì... è a posto, abbiamo già contabilizzato quello ... come sfiatatoio, come consolidamento e come concio nuovo non ci sono problemi ...
I= sì, ecco .... e quello si potrebbe fare nell'arco di quarantotto ore ... ecco, va bene... e il discorso del concio nuovo invece cos'è'... cioè voi volevate ridurre come armatura, no...
Z= no, diciamo noi presentiamo il concio che abbiamo messo in opera...
I= sì ...
Z= con le differenze che ci sono in più o in meno rispetto alla soluzione originaria
I= sì...
Z= ecco...
I= e come soluzione definitiva della galleria, cioè voi se si decide di farla in quel modo lì ... adesso poi ne parleremo a voce ... cioè di chiudere così senza rivestimento, senza niente ...
Z= be', la parte... diciamo la parte di sotto arriva...
I= beh, di sotto, quello è logico, perché ci va la sa- vanella, ci va tutto un...
Z= la parte di sopra si potrebbe fare solamente un tonico di rivestimento ... e basta...
I= cioè di che spessore insomma?...
Z= e beh... proprio l'intonaco ... cinque - sei centimetri...
I= no, perché così...eh... d'accordo che il discorso diventa come presentazione, come tutto diventa un po'... cioè voi riuscite a fare qualche lavoro di sistemazione della galleria per farla vedere alla...
Z= alla commissione di collaudo...
I= alla commissione di collaudo o no?...
Z= beh... sì, riusciamo a farla perché noi ci fermiamo il sedici, dal sedici al ventidue...;
I= sì, ecco almeno un po' qualcosa di...
Z= iniziamo eh... e ripartiamo, certo...
I= anche per non vederla così, insomma adesso...
Z= ci ripariamo le tasche e tutto quanto...
I= va beh... adesso eventualmente, dopo, comunque, ne parliamo domani... allora io spero che poi De Serio abbia tutte le carte pronte perché io poi venerdì mattina non posso rimanere lì, ecco...
Z= no... quello che lui ci ha detto di preparare abbiamo preparato tutto...;
I= per l'avanzamento?
Z= per l'avanzamento, sì...
I= se no io mi trovo poi che se non lo firmiamo giovedì sera non ci arrivo ecco ... dopo vedremo un attimino non so ecco con le carte a Roma non so cosa si può fare ecco... comunque adesso eventualmente io Di Serio non sono riuscito a beccarlo di pomeriggio quindi ... Taddeo (o simile) è già andato via ... ?
Z= sì ... sì... è già andato via...
I= infatti non sono riuscito ... era sempre occupato... va bene allora vediamo un attimino di sistemare queste cose qui perché non volevo sospendere senza avere fatto la presentazione della perizia ecco ... poi dopo vedremo un attimino come si può regolare la faccenda ... d'accordo...
Z= allora ci vediamo o domani sera o giovedì mattina
I= sì d'accordo benissimo adesso vedo un attimino io con i miei impegni...
I due concludono salutandosi. (vds.all.nr.220)
L'ingegnere JAROSZUK è a conoscenza delle modalità con le quali ZITO e DE FORTIS si prefiggono di inoltrare e mandare avanti la perizia e del modo con il quale lo stesso De Fortis, interessando tale ing. TRAPANI, ha avuto assicurazioni in merito all'autorizzazione che dovrebbe essere concessa dalle "Ferrovie" per l'esecuzione di alcuni lavori. È lo stesso JAROSZUK che suggerisce a Zito che bisogna fermare i lavori solo dopo aver presentato la perizia e nel quadro del programma che i due si prefiggono vi è anche la "sistemazione" dei SAL in modo da ottenere il massimo dei profitti indipendentemente dai lavori svolti.
JAROSZUK, venendo meno a quelli che sarebbero i compiti del direttore dei lavori, manifesta la propria volontà di appoggiare, con la sua condotta, l'impresa in tutte le sue iniziative, siano esse lecite o meno "...Poi dopo a Roma anche se l'abbiamo presentata e manca qualche carta non esiste il problema..." confermando così che anche a Roma possono contare su personaggi che consentono loro di poter agire nel campo dell'irregolarità. Altra conferma interessante sono i particolari rapporti tra lo stesso JAROSZUK e gli ingegneri Taddeu e De Serio della Tor di Valle, i quali si adoperano affinché le cose vadano avanti come "previsto". Al riguardo è inequivocabile la frase del direttore dei lavori "... dopo vedremo un attimino, non so, ecco, con le carte a Roma... non so cosa si può fare ecco... comunque adesso io DE SERIO non sono riuscito a beccarlo di pomeriggio... Taddeu è già andato via?..."
A maggior conferma di quanto scritto si evidenzia l'intesa tra Zito "...alla prima occasione dobbiamo parlare a quattr'occhi..." "...però veramente a quattr'occhi..." e l'ingegnere JAROSZUK "...ho capito, va beh... niente..." che lasciano chiaramente intendere che i due fissano un limite agli argomenti da trattare telefonicamente e preferiscono parlare di cose evidentemente più "scottanti" in un successivo incontro.
TELEFONATA DELLE ORE 18.03 DEL 07.11.1989
L'ingegnere Zito forma il nr. 06/3608441 intestata alla Tor di Valle s.p.a. e parla con il Dr. Catti riguardo ad un fax che ha trasmesso e che l'interlocutore conferma avere ricevuto precisando che è sufficientissimo, riferendosi evidentemente alla percentuale offerta per qualche gara. A conferma di ciò i due subito dopo dialogano del "punteggio massimo" ottenuto "per quanto riguarda l'acquedotto". A tal proposito continuano come segue:
Z= ZITO C= CATTI.
Z= ecco, non può interessare qualcuno adesso, all'apertura delle buste economiche, controlli che tutto vada bene?
C= uh... ok;
Z= perché siamo in condizioni di prenderlo eh...
C= va bene, d'accordo;
Z= tutto qui;
G= è sicuro che abbiamo ricevuto il punteggio massimo?
Z= sì, sì, così mi hanno detto;
G= ok...
Z= allora sento una persona, d'accordo;
Si Salutano. (Vds.all.nr.221).
Dalla telefonata si comprende chiaramente che il Dr. Catti, venuto a conoscenza delle novità circa alcune gare, seguendo il suggerimento dello Zito, contatterà una persona di sua conoscenza con il sicuro intento di ottenere illeciti vantaggi.
TELEFONATA DELLE ORE 07.36 DELL'8.11.1989.
ZITO forma il nr. 583802 e dice a tale Enrico (DE FORTIS) che ha parlato con JAROSZUK riguardo alla perizia che sarà presentata nei prossimi giorni. Aggiunge che lo stesso JAROSZUK è d'accordo in proposito, ma che per ora "per l'attraversamento non se ne parla". (La conversazione fa riferimento a quella tra Zito e JAROSZUK, registrata alle ore 17.51 del 7.11.1989). (Vds.all.nr.222).
TELEFONATA DELLE ORE 08.54 DEL 9.11.1989.
L'ingegnere TADDEU chiama l'utenza intestata alla Cempes e parla con Zito, il quale lo informa che il giorno successivo sarà firmato il SAL e che ci sarà JAROSZUK con il quale, unitamente a De Fortis, discuteranno della perizia che dovrà essere presentata. In merito al SAL Taddeu precisa che sarà opportuno firmare con riserva in modo che avranno ancora quindici giorni dalla data della firma. Zito fa presente che De Fortis ha avuto il permesso dalla Prefettura per la demolizione di alcuni palazzi di via Monfenera ed entrambi si compiacciono di ciò in quanto sarà aggiunta, tra i prezzi, la voce "demolizione e costruzione stradale".
A proposito dei lavori in esecuzione a Baucina, Zito riferisce a Taddeu che "... L'individuo mi sembra sempre più incasinato..." precisando che si riferisce al direttore dei lavori ed aggiunge che fisserà un incontro con il sindaco in quanto "...le carte si sono trovate tutte in pratica... eh... gli dico che stiamo riprendendo i lavori... ecco... e nell'occasione siamo... faccio vedere che sono... quello bravo eccetera eccetera...". Zito informa Taddeu che a Baucina il direttore dei lavori intende presentare una perizia di completamento di circa un miliardo relativa alla piantumazione del parco e Taddeu manifesta il proprio dissenso in una situazione in cui "gli altri agiscono e io..." Zito prosegue dicendo che il giorno precedente, oltre a parlare con il già citato direttore dei lavori, ha avuto un colloquio anche con il "partner" dello stesso nel corso del quale "ho capito molte cose però bisogna che ne parliamo a voce...". Taddeu si mostra ben addentrato nelle faccende di Baucina e risponde ..."questo è naturale.... cioè insomma... incomprensibile... determina... cioè i lavori in più li faccio ma li gestisco io.... dove lui poi mi copre in certe situazioni...". Zito conferma che ci sono ancora dei problemi, ma non specifica di che genere. Successivamente dialogano di un incontro con una ragazza della "Farsura" al quale sarà presente anche tale Briotti. (vds.all.nr.223).
TELEFONATA DELLE ORE 15,03 DEL 14.11.1989
Zito chiama l'ingegnere Taddeu, il quale lo informa che il giorno precedente hanno firmato tutto e che l'indomani sarà a Roma ed invierà un fax allo Zito. Taddeu aggiunge che non ha ritenuto opportuno telefonargli in considerazione dell'ora tarda, quasi mezzanotte. Riferendosi evidentemente all'incontro tenuto da Taddeu la sera precedente, i due continuano come segue:
Z = Zito T = Taddeu;
T= ti riepilogo il discorso;
Z= sì;
T= quella lettera del Ministro pronto?....
Z= sì sì.
T= che lui ha il suo significato... lui si è soffermato a parlare con l'uomo della Cassala Cassa sta senza soldi....
Z= sì....
T= e quindi loro hanno cominciato a fare questo discorso per bloccare tutto per costringere la gente a fare pressione e rifinanziare
Z= ah, ho capito
T= mi hai capito?....
Z= sì. non so quanto stia in piedi, però insomma, va bene....
T= no, no ma abitualmente loro questa strategia hanno sempre fatto....
Z= ah, ho capito....
T= io blocco tutto perché non c'ho soldi le imprese rompono le palle, allora si decidono a....
Z= a rifinanziare....
T= a rifinanziare così lo hanno già fatto lo fanno abitualmente
Z= va bene....
T= poi i discorsi che dice lui lui è molto preoccupato di... mollare questa patata, io ci ho messo molto tempo a spiegargli che lui deve comunque firmare la perizia nella situazione attuale....
Z= sì....
T= dice "poi sarebbe il consulente perché probabilmente diciamo in commissione la nomina di Valore mercoledì sarà apportata"
Z= ah, ho capito....
T= dice "se a questo punto è apportata, cosa faccio io?" "tu" dico io "devi trasmettere ufficialmente le carte andando a scrivere che tu sulla base dei risultati ehhh.... delle.... dei discorsi con le Ferrovie, questo sei riuscito ad ottenere....
Z= sì....
T= "e quindi questo è il progetto che tu porti... comunque facile esecuzione nel consumare due miliardi e tre tu ti sei tenuto libero nel senso che domani si può decidere.... (incomprensibile).... per rispettare il progetto delle ferrovie e conseguentemente passa la palla al consulente"....
Z= ho capito....
T= "il quale consulente se domani decide di ridurre poi se la vede lui è lui il responsabile se poi le ferrovie non....
Z= non gli danno l'ok....
T= non gli danno l'ok quindi sei fermo, mi hai capito?
Z= sì, sì..
T= la palla perché in questo momento il consulente sarebbe in una posizione molto comoda lui dice di ridurre però la palla rimane in mano al Direttore dei lavori lui, mentre domani ci sono dei problemi sono i Direttori dei lavori che ne rispondono.... in questo modo lui decide, lui sta attento che se le ferrovie non accondiscendono la responsabilità è sua....
Zito dice che nel pomeriggio avrà un incontro con Orcel e De Fortis con i quali parlerà della perizia e di altri particolari relativi all'esecuzione dei lavori. (Vds. all. nr.224).
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