Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.


Un altro aspetto di rilievo nel contesto dell'indagine è la presenza di EQUIZZI Rosario sul mercato palermitano, spesso in associazione con la S.A.GE.CO. S.p.A., la società dei fratelli RAINERI. Di questi, il più rappresentativo ed effettivo gestore delle attività dell'impresa era Luigi RAINERI, nato a Messina il 03/03/1928 e ucciso a Palermo la sera del 14 dicembre 1988 nei pressi della sua abitazione in via Generale Scavo n. 1. Sebbene le indagini non abbiano portato sino ad ora all'evidenziazione di moventi particolari, il delitto sembra potersi far risalire proprio all'attività imprenditoriale della vittima, presumibilmente entrata in contrasto con le dinamiche interne della organizzazione mafiosa.

Le risultanze ottenute nel corso delle indagini facevano ipotizzare, per l'accresciuta presenza della SAGECO nei lavori pubblici siciliani, che essa, proprio a seguito dell'omicidio di uno dei suoi responsabili, fosse stata reintegrata nel circuito imprenditoriale e quasi "ripagata" del danno subito con l'assegnazione di appalti anche di notevole entità. Non a caso, come detto, essa risulta spesso in associazione con EQUIZZI Rosario, personaggio di tutto rispetto nell'ambito dell'organizzazione criminale.

Anche in questo caso, cioè, si era riusciti a piegare la volontà dei non "alleati" per il raggiungimento degli scopi prefissati.

Coincidenza alquanto particolare era, infine, il fatto che RAINERI Giuseppe Alfredo, figlio di Matteo, fratello dell'ucciso, interrogato in occasione del delitto affermava di essere tra i rappresentanti della SAGECO, ma di prestare la sua opera di ingegnere alle dipendenze della CISA S.p.A. di Udine, dirigendo l'ufficio tecnico del cantiere Pizzo Sella di Sferracavallo, impegnato nella realizzazione di opere di urbanizzazione. Sempre nel r.g. n. M. 1/88 Mob. Omicidi del 09/02/1990 della Squadra Mobile della Questura di Palermo, relativo proprio all'omicidio del citato RAINERI, si legge che questi "era stato in rapporti sufficientemente continui con i GRECO di Ciaculli".

Infatti, nell'autovettura del RAINERI venivano rinvenuti appunti relativi alle vicende della S.A.T. S.p.A. tramite la quale alcuni membri della famiglia dei GRECO poterono, con vantaggiosi investimenti, acquistare la proprietà di beni appartenenti al defunto conte Tagliavia. Come si evince dai citati appunti, a suo tempo inviati a codesta A.G., della S.A.T. era stata socio la SAGECO S.p.A., nella quale la vittima ricopriva la carica di consigliere di amministrazione, nonché l'incarico della gestione cantieristica e dei rapporti esterni (vds. all. n. 148).

Alle ore 12:52 del 17/02/1990 il geometra LI PERA chiama la COFAPI per discutere con l'ing. PICONE.

- omissis -

L: Senta... Io ieri ho ricevuto una visita di mattina che non avrei dovuto ricevere... Da parte dell'amico di Castelbuono... Chiaro...

P: Sì... Non capisco... Cioè... Cosa sia venuto a fare?

L: Ecco... Infatti... Ho premesso che non avrei dovuto ricevere quella visita... Quindi io direi che siccome...

P: Ma noi abbiamo un incontro... Ehhh... Non so se domani, probabilmente credo...

L: Io...

P: Domani o lunedì... Non lo so... Con esattezza... Perché lo sa Falletta...

L: Ma credo che non ci sarà né domani né lunedì questo incontro... Perché... Ehhh... A quanto ho capito il comune deve fare una carta delibera questa sera...

P: Sì... Di aggiustare...

L: Sì... Sì... Ma c'è qualcosa che non mi torna, ci sono molte cose in questo discorso che mi sfuggono... Quindi io purtroppo domani sera rientro da Palermo tardissimo... Cioè lunedì sera rientro da Palermo tardissimo, sono tutto il giorno di martedì a Caltanissetta...

P: Ehhh... Martedì noi ci...

L: Ehhh... Ci dovremmo vedere, perché cominciano a non tornarci i conti qua...

P: In che senso?...

L: Ehhh... Ne parliamo di presenza...

P: Va bene...

L: Va bene?

P: Va bene...

L: Comunque... Ehhh... Sì... Se voi per caso avrete un incontro...

P: Lo abbiamo... Già fatto...

L: Ahhh... Perché lui mi ha detto che c'era una vostra disponibilità a farli entrare di qua... Lì là... Ecc.

P: Ahhh...

L: A farli entrare...

P: No... Lui aveva chiesto se poteva... Diciamo...

L: Ecco, io ho domandato... Dico io intanto... Siccome dovremmo essere in tre... A discutere... Io non posso parlare da solo... Dico... Posso confermare che noi non abbiamo intenzione di litigare con nessuno ma di trovare soluzioni amichevoli...

P: Loro avevano chiesto se c'era la possibilità...

L: Esatto...

P: Di fare qualche cosina...

L: Ecco... Ecco... Perché se... Perché... Perché loro mi hanno chiesto...

P: Ma non in termini comunque... Va'... Ufficiali...

L: Ecco...

P: Di commissionargli qualche lavoretto...

L: Perfetto... Perfetto... Ed io mi sono mantenuto su questa linea d'onda... Se non che, fra l'altro, lui ha chiesto la disponibilità per quella cosa piccolina, dice "però non la voglio subordinare", allora io mi sono già fatto mandare la busta, perché se lui fa lo stupido da un'altra parte io glielo faccio pure dall'altra... A questo punto non ho paura...

P: È la stessa cosa noi...

L: Perfetto... Diciamo quindi...

P: No, ma dopo questo incontro...

L: Io...

P: Non lo consideri lui... Va'... Perché...

L: Ma io infatti gli ho detto... Ma scusi...

P: È un povero infelice...

L: Ecco... Ecco...

P: Quello che abbiamo noi è quello giusto... È quello...

L: Va bene, ma io lo considero nessuno...

P: Bisogna risolverlo martedì... Perché mi sfugge in questo momento se l'appuntamento era domenica... Cioè domani o lunedì...

L: Ehhh...

P: E comunque noi per martedì... Mando io eventualmente l'avvocato che tentano su tutto...

L: D'accordo...

P: Va bene...

L: Comunque tenga presente... Perché siccome vedo che questo gioca molto con le parole...

P: Sì... Sì...

L: Che io ho ribadito solo la volontà di non litigare e basta...

P: E basta, perfetto... Sì... Va'... Lo lasci...

L: Lo lasciamo... Lo lasciamo...

P: Non è lui il problema... Va'...

L: Lo so... Lo so... Però io voglio dire che mi sono già fatto mandare la busta... Anche per la piccolina in ogni caso...

P: La verità è che anche quell'altro... Quel cretino... Quel vostro fornitore là... L'ha izzato... Va' e vuo'...

L: Sì... Sì... Sì... Sì... Sì... Ma infatti quello la paga, paga, perché adesso avrei invitato...

P: Indipendentemente da tutto... Va'... Perché se non gli avesse fatto...

L: (due parole incomprensibili)... Lui...

P: Gettato benzina sul fuoco quello, va'...

L: Ehhh...

P: Proprio con i rapporti che c'erano con voi... La verità è che quando "i cristiani sono mala gente... Va'... Nun taliano in faccia a niente... Va'..." comunque non è...

L: Certo... Certo...

P: Noi li paghiamo... No... In questo senso...

L: Certo, no... No, assolutamente... Va bene...

P: Martedì l'aggiorno su tutto...

L: Io sono qua tutto il giorno... Quindi...

P: Benissimo...

L: Quindi, quando... Basta un...

P: Non ci dia più disponibilità... Anzi, se viene ancora una volta non li riceva più... Perché non sono loro...

L: Ma io purtroppo... Quando loro sono venuti avevo della gente...

P: Ehhh...

L: Avevo un direttore tecnico di Udine... Qua a Caltanissetta... Quando non potevo fare casino...

P: Sì...

L: Quindi ho ascoltato...

P: Perché sono... Va'... Gentaglia...

L: Gentaglia... Gentaglia... Non sa vivere... Non sa vivere...

P: Non sono loro i nostri interlocutori...

L: Ma lo so... Lo so... Lo so... Infatti gliel'ho detto... Dice... "Ahhh... Ma io avevo dato... La mia adesione con riserva..." ci ho detto... "Ma scusi... Ma..."

P: (incomprensibile)... Come se non necessitava...

L: Come... Come dico...

P: (incomprensibile)... Gli ha fatto anche pena... Visto il malessere fisico... A Falletta... "Nun c'era gargiazzi" (o simile)...

L: Era... Era... Da pigliarli a "gargiazzi"...

P: Era da pigliarli a "gargiazzi"...

L: Ehhh... Infatti sì... Va bene...

P: La saluto...

L: Allora mi fa sapere qualcosa martedì...

P: Sì... Sì...

- omissis - (vds. all. n. 149)

Dall'ascolto della telefonata emerge il tono ossequioso con il quale l'ingegner PICONE si rivolge a LI PERA per avere delle indicazioni sul comportamento da tenere con un individuo il quale non si è attenuto alle direttive dell'organizzazione in merito all'espletamento di una gara.

Si evidenzia, chiaramente, il ruolo di assoluta preminenza svolto da LI PERA che comunque deve rapportarsi ad altri ma che non disdegna di usare un "plurale maiestatis" quasi a simbolo della sua partecipazione ai momenti decisionali dell'organizzazione. Ulteriore conferma viene fornita anche al sistema di controllo dei risultati delle gare. Proprio LI PERA, fonte qualificatissima, fa riferimento ad uno scambio di buste tra società per la determinazione delle offerte di ribasso e per la concessione, come sopra indicato, di piccoli lavori tendenti a placare le esigenze di quelli che lui stesso definisce di scarso interesse.

Il 19/02/1990 alle ore 16:40, dagli uffici della RIZZANI di Palermo, Vito BUSCEMI chiamava lo studio di ragioneria di MANFRINATO Armando sito in Palermo, via A. Casella n. 60, intestatario dell'utenza telefonica n. 091/6821334 e con lo stesso discuteva sulla possibilità di assumere (Vito BUSCEMI) la carica di amministratore di una ulteriore S.r.l., oltre alla Edilcase e la Edilscavi. Il MANFRINATO Armando rispondeva che era possibile avvertendolo che doveva trattarsi di una società avente i requisiti richiesti per essere trasformata in S.r.l., altrimenti tale operazione non era possibile.

BUSCEMI, inoltre, informava l'interlocutore che era a conoscenza dell'esistenza di uno studio commerciale che trattava la vendita di società ma che la cosa non gli interessava. Pur non decidendo nulla per quanto sopra, il MANFRINATO confermava la sua disponibilità "...a fare un viaggetto per sistemare la cosa..." per la quale il BUSCEMI diceva che per il momento occorrono "...centoventi..." (milioni forse) e che comunque "...ha una bella iscrizione... A un miliardo e mezzo, tre miliardi e settecentocinquanta milioni... Due settecentocinquanta milioni..." (vds. all. n. 151).

La presenza del BUSCEMI negli uffici della RIZZANI confermava ed indicava i reali rapporti intercorrenti tra i due gruppi economici. Il MANFRINATO si identifica in MANFRINATO Armando Giuseppe, di Luigi e di Nicchitta Maria Santa, nato a Palermo il 06/10/1940 ivi residente via Camillo Camilliani n. 118, ragioniere commercialista con studio in via Casella n. 60.

Alle ore 12:06 del 20/02/1990 perveniva sull'utenza della RIZZANI di Caltanissetta la chiamata di Serafino MORICI, il quale, dopo aver conversato con LI PERA, gli passava Sarino CASCIO.

- omissis -

L: Pronto?

M: Ciao Serafino MORICI sono, ti ricordi?

L: Chi?...

M: Sono venuto ieri sera con... Con Angelo là...

L: Ahhhh... Sì... Sì... Sì... Sì...

M: Senti, per poter ritirare quel preventivo...

L: Ehhh...

M: Dove possiamo venire?

L: Ehhh... Qua a Caltanissetta in ufficio...

M: Allora aspetta un minuto che ti passo Sarino CASCIO così ti metti d'accordo direttamente...

L: Sì... Sì... Dove siete adesso?

M: Noi siamo a Palermo... Quindi eventualmente forse... O... O... Nel primo pomeriggio vediamo... Mettiti d'accordo con Sarino CASCIO direttamente...

L: Va bene... Va bene...

M: Ciao e grazie...

L: Va bene...

M: Ciao...

S: Come sta?

L: Bene, e lei?

S: Mah, sempre la solita vita... Lavoriamo...

L: Mi fa piacere...

S: Pomeriggio verso che ora la trovo?

L: Ehh...

S: Anche nel tardo pomeriggio per lei...

L: Io dalle tre e mezza in poi sono in ufficio...

S: Va bene... Allora verso le cinque la trovo...

L: Perfetto...

S: Grazie sempre... Auguri...

L: Perfetto...

S: Arrivederci... (vds. all. n. 152).

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