Particolare significato ricopriva il contatto stabilito da Siino con personale degli uffici della Sogen Fidi Italia, avente come oggetto sociale l’esercizio della locazione finanziaria e operativa in genere. Non è da escludere in via di ipotesi un’attività di reimpiego o di riciclaggio di denaro di provenienza illecita
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Successivamente a tali incontri, il SIINO si allontanava in auto dalla propria abitazione e, sempre seguito dai militari, si recava presso gli uffici della "MERIDIONAL LEASING s.p.a" uniamente ad altro personaggio non potuto identificare.
All'uscita, lasciato lo sconosciuto accompagnatore, si dirigeva, con il proprio autista, alla volta di Bagheria, ove si recava presso il civico 26 della via Papa Giovanni XXIII.
Ancora una volta si aveva modo di verificare l'esistenza di un contatto del SIINO di sicura contiguita` mafiosa.
Proprio a quell'indirizzo di Bagheria ha, infatti, sede la S.I.C.I.S., nota societa` edile del luogo. I detentori del capitale sociale sono i fratelli Francesco e Giovanni Giuseppe BRUNO da Bagheria, rispettivamente nati il di` 08/09/1943 e il 21/10/1949, nonche` CIRRINCIONE Francesco, nato a Bagheria il 19/01/1929.
Di loro, nel R.G. n.363/1 del 24/08/1988 del N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri di Bagheria, testualmente si afferma:
"...sebbene non inseriti organicamente in strutture mafiose, nei loro confronti sono emersi indizi di collegamento con esponenti mafiosi, tra cui Leonardo GRECO...".
Inoltre nel citato rapporto si evidenziava il ritrovamento, nel corso di una perquisizione domiciliare nei confronti del noto mafioso agrigentino FERRO Antonino, di una rubrica telefonica che riportava l'utenza intestata alla stessa S.I.C.I.S..
Il presunto inserimento di questa societa` tra gli interessi di Cosa Nostra, era fatto gia` noto in precedenza agli organi di polizia. A riguardo, con il R.G. n.3033/16-1983 del 10/04/1984 della 1^ Sezione del Nucleo Operativo del Gruppo CC. Palermo I^, si era stabilito che:
- la SICIS deteneva parte delle azioni della THERMOPLASTIC s.p.a, societa` che, in passato, emise un assegno bancario di un importo pari a lire 20 milioni, a favore del mafioso Leonardo GRECO di Bagheria;
- la ITALCOSTRUZIONI s.r.l., societa` che annoverava tra gli azionisti PALAZZOLO Saveria Benedetta, latitante, convivente more uxorio del PROVENZANO Bernardo, in data 21/09/1982, aveva stipulato con la SICIS un contratto di subappalto per la realizzazione di alloggi popolari nella provincia di Messina;
- la THERMOPLASTIC aveva inoltre relazioni commerciali con la I.M.A. s.r.l., facente capo all'indiziato mafioso LIPARI Giuseppe e con la I.C.R.E., tra i cui soci figuravano GRECO Leonardo, GARGANO Antonino, figlio del boss Giovanni "Vanni Arianu", CALTAGIRONE Francesco Paolo, indiziato mafioso, coinvolto nel procedimento penale contro SPATOLA Rosario ed altri;
- BRUNO Francesco, socio della SICIS, era in contatto con ambienti mafiosi italiani e stranieri. Nel 1979 aveva, infatti, partecipato a delle riunioni svoltesi a Roma e Milano al fine di concretizzare un traffico di titoli e valute;
- la SICIS era stata interessata, tra l'altro, alla costruzione dello stabilimento industriale A.S.P.O. di Termini Imerese. Si trattava di un consorzio di cooperative per la produzione di agrumi ricadente sotto l'egida delle famiglie mafiose GRECO-PRESTIFILIPPO-ABBATE-DI CACCAMO;
- alcuni lavori si sbancamento terra per conto della SICIS erano stati eseguiti dalla societa` GIEMMEGI di proprieta` dei fratelli COCUZZA Domenico e Salvatore, quest'ultimo pericoloso pregiudicato gia` implicato col noto Giuseppe GRECO "scarpazzedda" nel processo conseguente il delitto LA CORTE;
- la SICIS aveva la partecipazione azionaria in alcune societa` tra le quali la calcestruzzi SOSIO s.r.l. costituita dal mafioso CANNELLA Tommaso, il cui capitale veniva sottoscritto oltre che dalla SICIS, dalla SICILPALI di proprieta` dello stesso.
L'intricata selva di relazioni rivelava un preciso filo conduttore che lega indissolubilmente la SICIS alla famiglia mafiosa di Bagheria, localita` ritenuta polo di interesse del noto PROVENZANO Bernardo.
Questo lungo prologo servira` senz'altro a stabilire l'esatta portanza del contatto del SIINO con l'impresa facente capo ai fratelli BRUNO ed al CIRRINCIONE.
Contatto che come si vedra` in seguito e` tutt'altro che occasionale.
In definitiva, per successivi punti si giungeva a stabilire come gli interessi in gioco fossero piu` generalmente riconducibili al noto PROVENZANO, o, comunque, a persone a lui strettamente legate.
Nel prosieguo delle indagini e delle analisi relative alle conversazioni registrate sulle utenze telefoniche in uso al Siino, si constatava come, improvvisamente, lo stesso aveva mutato pressoche' radicalmente le proprie abitudini di vita. In particolare, il cambiamento coincideva con la data della conversazione telefonica delle ore 19.39 del 10/03/1989 sull'utenza 091/547483.
Gli interlocutori davano l'impressione d'essere a conoscenza delle intercettazioni in atto nei confronti delle utenze telefoniche loro disponibli:"non posso parlare piu` che qua e` pericoloso".
A seguito di contatto con fonte confidenziale di provata attendibilita`, si apprendeva in sintesi, che il SIINO era sicuramente a conoscenza dell'attivita' d'intercettazione telefonica a suo carico.
La stessa voce confidenziale riferiva che la preoccupazione del SIINO, vistosi oggetto d'indagine da parte degli organi di Polizia, era notevole soprattutto dovendosi considerare che il egli, gia` da almeno due anni, riscuoteva dagli imprenditori edili le tangenti per conto di Cosa Nostra in cambio di un tranquillo e ripartito svolgimento dei lavori nel territorio dell'isola. Infatti, piu` recentemente, sarebbe stato anche investito della facolta' di determinare i beneficiari dei vari illeciti accordi finalizzati all'aggiudicazione delle gare d'appalto.
In virtu` di quanto sopra, si aveva modo di osservare che egli era diventato pressoche' irreperibile alle utenze telefoniche in precedenza normalmente utilizzate, preferendo quella installata sulla sua Mercedes e, poi sulla Fiat Croma, con nr. 0333756300.
Da quel momento cessava il "pellegrinaggio" degli imprenditori edili all'Autoteam ed i contatti venivano tenuti a cura dello stesso Siino, il quale compiva continui spostamenti in autovettura.
Nonostante cio`, proseguivano i servizi di osservazione, per cui il giorno 13/04/1989 il Siino veniva visto accedere al civico 26 della via Papa Giovanni XXIII di Bagheria, sede della gia' menzionata SICIS s.p.a. A tale proposito occorre precisare che erano frequenti i contatti telefonici tra il Siino e tale CALA' Calogero, reperibile presso l'utenza telefonica intestata alla EUROSTRADE s.r.l. di Bagheria, societa` di costruzione con sede presso lo stesso nr.26 della via Papa Giovanni XXIII.
Particolare significato ricopriva anche il contatto stabilito dal Siino, in data 08/03/1989, con personale degli uffici della SOGEN FIDI ITALIA S.p.S. corrente in Milano largo dei Servi nr.3, avente quale oggetto sociale l'esercizio della locazione finanziaria ed operativa in genere.
Per quanto sopra, non e` da escludere in via di ipotesi un' attivita` di reimpiego o di riciclaggio di denaro di provenienza illecita, attivita' nella quale potrebbe essere coadiuvato da RUNZA Alberto, nato a Palermo il 06/07/1944, piu' volte in contatto telefonico con il Siino e sospettato di essere uno dei commercialisti al servizio della mafia. Infatti, lo stesso ricopriva la carica di presidente del collegio sindacale della Immobiliare Fortuna s.r.l. e della Sicilpali s.r.l. entrambi appartenenti al gruppo imprenditoriale Cannella-Pipitone.
Il RUNZA era stato sindaco supplente, sino al 1977, della I.C.R.E. s.n.c. di Caltagirone Francesco Paolo rifacentesi agli interessi di Greco Leonardo. Il Runza era stato anche sindaco effettivo della Bondi` Costruzioni s.p.a. la quale dal 1978 acquistava una serie di villini della societa` Solaris S.p.A. il cui sindaco supplente e procuratore dei beni della Palazzolo Saveria Benedetta era Provenzano Giuseppe, nipote di Bernardo.
Gli stessi immobili erano stati in precedenza acquistati dalla Sicil Calce S.p.A. rappresentante della quale era Greco Rosa, sorella di Greco Michele.
L'amicizia di un personaggio "influente" come il Siino era per qualcuno chiave di volta per la propria crescita professionale. Questo per esempio e` il caso del produttore di materiali per l'edilizia, Fauci Salvatore di Sciacca, il quale del carisma del palermitano fa uso per perseguire gli interessi propri.
Difatti dalla telefonata in entrata alle ore 12.26 dell'1/03/1989 registrata sull'utenza 091/547483 era chiaro il significato della conversazione, che dopo un ermetico riferimento ad un assegno bancario ed a documenti conservati presso una banca, verteva su di un "intervento" che il Siino avrebbe dovuto compiere nei riguardi di un certo Giunta, sicuramente un imprenditore edile, allo scopo di consentire al suo interlocutore l'aggiudicazione di una fornitura di materiali edili ("vedremo se questa fornitura la puoi fare tu o meno").
Tra gli altri il Siino risultava essere in amichevole contatto con certo Zito Giuseppe, da S.Giuseppe Jato, impiegato come ingegnere presso la ditta di progettazione edilizia S.A.S.I. progetti di Palermo. Questa societa' e' stata indicata come centro per la mediazione riguardante l'illecita assegnazione dei grandi lavori pubblici in via d'appalto. Attualmente risulta operare nella realizzazione della diga di Piana del Campo, i cui lavori sono stati attribuiti con pubblica gara alla societa` tedesca Philipp Holzmann.
Si ritiene inoltre opportuno segnalare che il Siino ha dimostrato buona conoscenza con titolari e/o rappresentanti di molte tra le imprese selezionate dalla societa' pubblica ITALISPACA quali possibili partecipanti alle gare d'appalto previste dal decreto Sicilia per la realizzazione di numerose opere pubbliche a Palermo e Catania.
La pressione investigativa sul Siino veniva "allentata"in virtu' del citato mutamento di abitudini dello stesso, sicuramente attribuibile alla coscienza di essere oggetto di un' indagine di polizia giudiziaria. In conseguenza di cio' ed al fine di porlo in condizione di riprendere il suo normale comportamento, si decideva di sospendere temporaneamente le attivita' nei suoi confronti, dirottandole su altri personaggi che avessero precedentemente dimostrato delle cointeressenze con lo stesso.
Si stabiliva, pertanto, di seguire i movimenti dell'indiziato "M" LIPARI Giuseppe, di cui si e` detto in precedenza.
Nel corso di mirati servizi di pedinamento, in data 18.5.1989, si aveva modo di seguire il Lipari che, accompagnato da SCHIMMENTI Santo, amministratore unico della IM.A. s.p.a., si recava, a bordo dell'autovettura di quest'ultimo, in localita' Mondello. Ivi giunto, dopo stranissime manovre evidentemente compiute per motivi precauzionali, si faceva accompagnare al vicino abitato di Partanna Mondello. Qui, solo, scendeva dall'auto condotta dallo Schimmenti che proseguiva alla volta di Palermo, recandosi a piedi presso il vicino civico 10 della via Nike, portando al seguito una valigetta tipo "ventiquattrore".
Ad attenderlo sulla porta di casa, c'era un signore di mezza eta' che, salutandolo, lo accompagnava all'interno della lussuosa abitazione.
L'immediato sviluppo dei dati conseguiti consentiva di stabilire l'identita` del proprietario della villa, generalizzato in PANDOLFINI Angelo, nato a Palermo il 18.01.1935, attualmente vice direttore dell'ufficio ragioneria della Cassa di Risparmio V.E. di Palermo.
Frequenti risultavano i contatti del Lipari con alcuni personaggi facenti capo alla societa' REAVAL di Palermo.
I servizi di osservazione del 18.05.1989, del 29.05.1989 e del 31.05.1989, provavano infatti l'esistenza di tali rapporti che, non sussistendo al momento altro plausibile motivo, erano da intendere come finalizzati alla cura di interessi nel campo dell'imprenditoria edile pubblica, visto che entrambe le societa' si interessavano allo specifico settore.
Alcuni individui giungevano in quei giorni presso il civico 53 della via De Gasperi a bordo della stessa autovettura, intestata alla Reaval s.r.l.
Questi venivano identificati nel prof. dott. Martello Francesco, amministratore unico della societa' e nell'indiziato "M" ABBATE Giuseppe, ritenuto l'attuale reggente della famiglia mafiosa di Corso dei Mille.
Il dato poteva essere confermato il successivo 29.05.1989 quando militari dipendenti in servizio di osservazione presso il noto civico, sede della IM.A. s.r.l., avevano modo di constatare l'arrivo di una Volkswagen Jetta, targata PA 784406, intestata a LA MANTIA Giovanni, nato a Palermo il 03/12/1963, nipote del gia` menzionato Abbate Giuseppe.
Proprio nell'ABBATE veniva identificato l'uomo che scendeva per recarsi all'interno del civico 53.
© Riproduzione riservata

