La ventata aggressiva di Trump spinge l’Islanda al referendum di agosto e ha mosso la premier danese a elezioni anticipate: senza la “popolarità groenlandese” rischiava il 16 per cento. Ora gli exit poll segnano per la socialdemocrazia una batosta storica, ma la premier galleggia
Questo martedì, verso l’ora di cena, la tv danese ha avvertito che la socialdemocrazia si avvia verso «il peggior risultato del secolo», citando il brusco calo dal 27,5 per cento del 2022 a quel 20 per cento circa segnato dai primi exit poll. Può apparire un flop, per la premier Mette Frederiksen. Eppure in qualche modo la sua scommessa è vinta: questo resta un purgatorio, che rende a dir poco incerto il terzo mandato, ma avrebbe potuto essere l’inferno della politica (cioè quel brusco 16 per ce


