i piani per l’europa

«Europei: soli, insieme». Draghi striglia l’Ue e dà una mano a Merz

Gli Usa sono «imprevedibili e conflittuali», dice l’ex Bce. La presa d’atto della tempesta americana c’è, dopodiché l’orizzonte prospettato è per paradosso il modello americano: la finanziarizzazione dell’Unione, la deregolamentazione, il welfare da destrutturare, l’impresa bellica e via dicendo. L’intervento di «Super Mario» dà slancio ai piani del cancelliere, bersagliato su più fronti

«Siamo soli, insieme». Non è tanto quel che dice, ma chi lo dice. È l’aura di autorevolezza di cui gode, combinata con la capacità di accelerazione di cui vuol farsi portatore: Mario Draghi è venuto ad Aquisgrana a ritirare il premio Carlo Magno al fianco di Friedrich Merz ma soprattutto è venuto in Germania in suo soccorso. I due parlano lo stesso linguaggio – il cancelliere è ex BlackRock, mentre l’ex governatore Bce ha un curriculum tra banche e finanza «che basterebbe per cinque», Merz dixit

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