La presidente della Commissione travalica le sue competenze per mettersi sulla scia trumpiana e invocare «realismo guidato da interessi». L’Eliseo punta agli interessi energetici e geopolitici mediterranei
Per Ursula von der Leyen è finito il tempo della «nostalgia», compresa quella di un mondo basato sul diritto internazionale: la presidente della Commissione è pronta a imbarcarsi in una «politica estera realistica, guidata dagli interessi». Ovviamente è talmente pronta da prendersi pure una competenza non sua – la proiezione estera dell’Unione a 27 – come le fanno subito notare dal governo francese. Scavalca Kaja Kallas, scavalca António Costa, e tutto questo per dire cosa? Neppure l’ombra di un


