Il presidente del Consiglio europeo ha incontrato la premier, che dice di voler “salvare” i fondi all’agricoltura e alla coesione. Ma Berlino insiste sui tagli e continua a opporsi pure al debito comune. Il cancelliere, politicamente fragile in patria, spinge l’acceleratore sulla deregolamentazione e l’assoggettamento del processo decisionale ai diktat delle corporation. Un’agenda che peraltro Meloni in gran parte condivide
«Bello essere in Italia!». Questo martedì, subito dopo Vienna, il presidente del Consiglio europeo è approdato a Roma, per poi correre ancora in un’altra capitale, Parigi, nel suo tour di preparazione del summit dei leader di metà ottobre. Ma, come in un racconto orwelliano, si sa che in Ue ci sono capitali più capitali di altre, e mentre António Costa prosegue coi preparativi negoziali per il bilancio settennale dell’Unione europea in giro per l’Europa, si ode sullo sfondo l’eco del pugno sbatt