l’intervista

Rod Dreher, la destra americana a Budapest: «Su conti e corruzione» Orbán può cadere

Dreher con il vicepresidente Usa e il premier ungherese a casa di Vance lo scorso novembre. Foto Andy Baker (Courtesy of R. Dreher)
Dreher con il vicepresidente Usa e il premier ungherese a casa di Vance lo scorso novembre. Foto Andy Baker (Courtesy of R. Dreher)
Dreher con il vicepresidente Usa e il premier ungherese a casa di Vance lo scorso novembre. Foto Andy Baker (Courtesy of R. Dreher)

Il noto conservatore aveva propagandato il modello orbaniano negli States e fatto dell’Ungheria la sua casa, su invito del premier. Ma col voto alle porte Dreher ammette in questa intervista che qualcosa non ha funzionato. E pianifica di lasciare la capitale ungherese

BUDAPEST – «But in the end - ma alla fine della storia, se un partito non rende sul versante economico, bè alla gente è quella la prima cosa che interessa. E poi tanti ungheresi, anche tra i sostenitori di Orbán, si lamentano della corruzione in Fidesz. Io non parlo ungherese e non so quanto quel che dicono sia corretto ma qualcosa di vero ci dev’essere». La franchezza con cui Rod Dreher in questa intervista riconosce limiti e fallimenti di Viktor Orbán è rilevante perché fa capire che persino n

Per continuare a leggere questo articolo