Dopo il trionfo, il futuro premier incontra la stampa internazionale. «La mia priorità? Sbloccare i soldi europei rimasti congelati» e «influire» in Europa centrale. Niente illusioni di federalismo europeo, «linea dura» sui migranti, opt out ungherese sul prestito a Kiev, «cooperazione pragmatica» col Cremlino e molto altro che evoca la linea fidesziana. Meloni? «Ha fatto cose fantastiche, vorrei incontrarla»
BUDAPEST – «Credo che Antonio Tajani mi abbia telefonato, dovrei richiamarlo. Giorgia Meloni ancora no», dice Péter Magyar nel primo pomeriggio che segue la vittoria elettorale di domenica in cui ha battuto Viktor Orbán con una super maggioranza mai vista nella storia recente d’Ungheria. «Ma mi piacerebbe molto incontrare Meloni di persona, dati i risultati straordinari che ha ottenuto in Italia». L’entusiasmo destrorso trasuda ovunque, dai «warmly» e dai «wonderful», i «meravigliosi» risultati,

