In vista delle elezioni di domenica, il concerto «per il cambio di regime» in piazza degli Eroi attira frotte di giovanissimi, nella speranza di una svolta rispetto all’èra Orbán. Il competitor però viene da quello stesso sistema che oggi rinnega, e la sua formazione politica è gestita all’insegna di accentramento, opacità e contraddizioni
BUDAPEST – Prima ancora di battere Viktor Orbán, ha spazzato via il resto dell’opposizione spostando ancor più a destra l’Ungheria. Sfida l'autocrate, sì, ma viene dal suo stesso sistema e ne riprende l’apparato ideologico, pur senza le derive filorusse e con una carica retorica anti corruzione. Ha costruito un partito, Tisza, in modo a dir poco accentrato e opaco. C’è davvero da scommettere su Péter Magyar, il leader che scavalca l’autocrate nei sondaggi dall’ottobre 2024 e che ha buone possibi


