l’ira del premier spagnolo

Ceuta, Sánchez punta il dito contro Russia, Israele e “l’internazionale” dell’ultradestra

La crisi migratoria ancora aperta nell'exclave spagnola mette in difficoltà il governo di Madrid accusato di aver reagito tardi e male a un'emergenza. Il primo ministro chiede «solidarietà europea»

C’è un modo di dire in Spagna che spesso è stato usato per Pedro Sánchez: se crece ante las dificultades, diventa più forte quanti più problemi affronta. È una narrativa che il presidente del governo spagnolo ha cavalcato sempre negli otto anni alla Moncloa. Ci prova strenuamente anche adesso, al termine di un’estate iniziata con il caso di corruzione che ha coinvolto l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero, continuata con gli incendi peggiori della storia del paese e che finisce con la crisi