Per Ilga «se Magyar vuole davvero essere pro-Ue non ci sono più scuse». Mentre l’eurodeputata del M5s Carolina Morace accusa il governo italiano di aver «sostenuto implicitamente una norma discriminatoria». Ora Budapest rischia il blocco di circa mezzo miliardo di euro se non si adegua alla sentenza
La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea arriva come una crepa netta, forse la prima, nell’eredità politica di Viktor Orbán dopo la sua sconfitta. Che non è solo una bocciatura giuridica: è l’inizio di uno smantellamento, è la speranza degli ungheresi e dell’Europa. Per anni, il governo magiaro ha costruito una narrativa: proteggere i minori. In realtà, dietro quella formula, c’era una legge, approvata nel 2021, che vietava o limitava la rappresentazione dell’omosessualità e dell

