maga-sconfitta

L’altra sfida di Magyar all’autocrate caduto: «Niente fondi ai think tank orbaniani»

(Péter Magyar festeggia la vittoria. Foto Epa/Ansa)
(Péter Magyar festeggia la vittoria. Foto Epa/Ansa)
(Péter Magyar festeggia la vittoria. Foto Epa/Ansa)

Dopo il trionfo elettorale, il leader di Tisza rilancia: «Strutture come MCC ed eventi come Cpac si finanzino da soli. Confondere finanziamenti pubblici con attività di partito è stato criminale». Il futuro premier rende più difficile al predecessore rilanciarsi in futuro, salvo Maga-soccorsi

BUDAPEST – Adesso che ha battuto Viktor Orbán in Ungheria, Péter Magyar sta per incontrare questo mercoledì il presidente della Repubblica e scalpita per mettere in azione il suo piano. Certo, la sua «priorità» – come lui stesso ha detto – è sbloccare i fondi europei per risollevare l’economia ungherese, obiettivo che lo tiene occupato in telefonate come quella recente con Ursula von der Leyen. Ma a ben guardare, nelle oltre duecento pagine del programma di Tisza, i cui autori sono stati tenuti

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