Il reportage

«Non siamo ebrei che tremano», i riflessi londinesi della guerra

Adesivo con una stella di Davide blu al centro della bandiera del Regno Unito, con la scritta: «Non siamo ebrei con le ginocchia che tremano». Foto - Davide Lerner/Domani
Adesivo con una stella di Davide blu al centro della bandiera del Regno Unito, con la scritta: «Non siamo ebrei con le ginocchia che tremano». Foto - Davide Lerner/Domani
Adesivo con una stella di Davide blu al centro della bandiera del Regno Unito, con la scritta: «Non siamo ebrei con le ginocchia che tremano». Foto - Davide Lerner/Domani

A Golders Green Road quattro ambulanze di un’associazione ebraica sono state bruciate. L’ottantaduenne gestore del negozio che vende kippah con il sigillo della monarchia inglese si chiede: «Che cosa c’entriamo noi ebrei inglesi con quello che accade in Medio Oriente?»

Londra – Lungo Golders Green Road, l’arteria principale del quartiere cuore pulsante della comunità ebraica londinese, la pioggia batte sugli autobus rossi a due piani e sulle automobili gialle e blu della Metropolitan Police, dispiegata in forze dopo una serie di attacchi di matrice antisemita. Giovedì a manifestare la sua solidarietà in questa zona settentrionale della capitale è arrivato persino Re Carlo, mentre prima di lui il premier in crisi Keir Starmer non aveva osato scendere dall’autom

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