Il 2 giugno 1946 non ha significato solo la fine della guerra e l’approdo al suffragio universale. Quel giorno è stato l’avvio dello scardinamento del principio di ineguaglianza sociale
Per dare un peso specifico alla storia d’Italia nel Novecento occorre fare quello che non sempre si fa: non accontentarsi della celebrazione moderata della Repubblica. Ottant’anni fa, con il voto referendario del 2 giugno 1946, l’inizio del percorso democratico-repubblicano non ha significato solo la fine della guerra, il ritorno della pace, l’avvio della ricostruzione e l’approdo al suffragio universale. Ha codificato qualcosa di molto più ambizioso, al netto dei limiti di quella fase. Si è dat

