La deposizione della corona d’alloro sul sacello del Milite Ignoto e poi la parata ai Fori Imperiali. Le celebrazioni per gli 80 anni della festa della Repubblica
«Sono trascorsi ottant'anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti. Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano». Questo il messaggio del Capo dello stato, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni per l’80esimo anniversario della festa della Repubblica. «Onoriamo la memoria dei militari che, con i gruppi di Combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d'Italia, restituendo alla nazione onore e libertà», ha aggiunto Mattarella che in mattinata è stato all’Altare della Patria insieme a tutte le altre alte cariche del paese.
Qui è stato accolto dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, dai presidenti di Camera e Senato, dalla premier Giorgia Meloni e dal presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Mattarella ha deposto una corona d'alloro sul sacello del Milite Ignoto prima del passaggio delle frecce tricolori.
A seguire è il momento della parata militare e l’esecuzione dell’inno nazionale. A sfilare più di 5.500 donne e uomini di Forze Armate, Forze di Polizia e i Corpi dello Stato, insieme alle rappresentanze civili e militari.
Il messaggio della premier
Quella di oggi è «una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione», ha detto invece la premier Giorgia Meloni. «Ottant'anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale - sottolinea la presidente del Consiglio - Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future».
Gli altri messaggi
Il 2 giugno 1946 «segnò l'inizio di una nuova stagione della nostra storia. L'Italia, uscita da una guerra mondiale devastante e da una terribile dittatura, nonché dalle ferite più profonde che quei lutti avevano arrecato, trovò la forza di rialzarsi scegliendo la libertà, la responsabilità e la fiducia nelle istituzioni democratiche. Per la prima volta, non solo tantissimi cittadini italiani, ma anche quasi tredici milioni di donne italiane, furono chiamate a votare, e ventuno di loro entrarono nell'Assemblea Costituente, contribuendo a costruire le basi della nostra Repubblica». Lo scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel messaggio per la festa della Repubblica. «Da allora in poi, ogni giorno - prosegue il ministro - generazioni di italiani hanno custodito quella scelta, l'hanno difesa, rafforzata e trasmessa ai propri figli. Oggi quel testimone è nelle nostre mani. E anche io sento profondamente la responsabilità di quel passaggio epocale, come ministro, come cittadino e anche come padre. Perché il dovere più grande che abbiamo è lasciare ai nostri giovani, ai nostri figli, un'Italia più sicura, più consapevole, ma soprattutto capace di restare fedele ai valori che ne hanno guidato il cammino fino ad oggi».
«Il 2 giugno 1946, il popolo italiano con un voto storico, scelse la Repubblica. Oggi, ottant’anni dopo, rinnoviamo con orgoglio il nostro omaggio a quella data, a quella scelta, a quella volontà che ha segnato per sempre il cammino della nostra Nazione nel solco della libertà, della partecipazione e della democrazia». Così sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.
«Un pensiero a chi ogni giorno contribuisce, con il proprio lavoro e il proprio impegno, alla crescita del nostro Paese, e un ringraziamento ai costruttori di Pace. Buona Festa della Repubblica a tutti gli italiani», ha detto invece il vicepremier Matteo Salvini.
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