Bando a Montecitorio: bisogna mettere in sesto settantuno segnatempo di pregio o d’epoca, di cui quaranta distribuiti negli uffici parlamentari e gli altri parcheggiati in magazzino. Per un conto di 34mila euro all’anno
Questo articolo fa parte di “Razza Poltrona”, la rubrica di Domani, a cura di Stefano Iannaccone, che svela i retroscena del palazzo e racconta gli angoli nascosti del potere
Con il cronometro politico che ticchetta verso la fine della legislatura, alla Camera dei deputati tengono d’occhio gli orologi. Si parla di ben settantuno segnatempo di pregio o d’epoca, di cui quaranta distribuiti negli uffici parlamentari e gli altri parcheggiati in magazzino, più altri seicento orologi al quarzo. Un piccolo esercito di lancette da sincronizzare e rimettere in riga. Il piano prevede la manutenzione accurata, carica manuale degli esemplari più delicati, verifica del pendolo e,


