Interventi mirati, l’impiego in lavori di rigenerazione di maestranze, professionisti, tecnici, giovani potrebbero, forse, diventare una possibile via per contrastare lo spopolamento, per rendere vivibili i luoghi, per proteggerli da calamità che, come sappiamo, saranno sempre più frequenti e devastanti?
Il ciclone Harry, con accumuli di acqua tra i 500 e i 600 mm in appena 72 ore in alcune zone della Sicilia orientale, della Calabria ionica e della Sardegna centro-orientale (valori che normalmente si raggiungono nell’arco di un anno intero, danni ingenti e difficili da calcolare, oltre un miliardo e mezzo di euro solo in Sicilia), per fortuna nessuna vittima, tanti “silenzi” (a riprova di come il Sud ormai, salvo rare eccezioni, sia stato cancellato dai media e dal dibattito nazionale) e tante


