Il presidente del Consiglio Mario Draghi durante un question time alla Camera ha spiegato che ha intenzione di discutere per il cambiamento del quadro normativo europeo nel contesto giuridico-regolamentare, energetico e finanziario. «Tutto ciò che oggi impedisce una risposta rapida all’emergenza va rivisto. Credo ci sia fondamentalmente un atteggiamento disponibile per quest’emergenza come c’è stato per il Covid» ha detto il premier, rinviando la ricerca di soluzioni alla crisi al Consiglio europeo informale in programma per giovedì e venerdì. 

La crisi, ha detto ancora Draghi, «è un problema, è un’emergenza europea e ha bisogno di una risposta europea e quindi qui dobbiamo pensare lungo quelle direttive strategiche che vi ho illustrato all’inizio: l’energia, il clima, la difesa».

L’energia

Una grossa parte delle richieste dei deputati al governo erano riferite alla situazione energetica italiana. Il premier ha citato le misure per 16 miliardi di euro (l’azzeramento degli oneri di sistema, l’abbassamento dell’Iva al 5 per cento per il gas, i sussidi e il credito d’imposta) messe in campo fino a questo momento dal suo governo. Poi Draghi ha fatto un riferimento alle politiche del passato, spiegando che «i dati dell’approvvigionamento degli ultimi anni, la quota di gas russo è aumentata molto negli ultimi dieci – quindici anni». Per capirci, anche dopo l’invasione della Crimea.

«Questo dimostra non solo una sottovalutazione del problema energetico, ma anche una sottovalutazione di politica estera, di politica internazionale». Una critica diretta all’azione dei precedenti governi, che ora, secondo il premier, può essere recuperata solo con la diversificazione delle fonti e la ricerca delle nuove forniture, l’abbattimento della burocrazia per le rinnovabile e l’accelerazione della ricerca. 

I rifugiati

Pd e Coraggio Italia hanno chiesto invece della gestione dei profughi ucraini in arrivo in Italia, per cui l’Unione europea ha applicato per la prima volta la direttiva del 2001 sulla protezione temporanea. «Abbiamo disposto, tra l’altro, che i cittadini ucraini possano essere ospitati in tutte le strutture di accoglienza per migranti anche indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale o dal possesso di altri requisiti previsti» ha detto Draghi. «Tutti i rifugiati che arrivano o accettano di farsi un tampone ogni 48 ore oppure accettano di vaccinarsi», mentre «nei centri di prima accoglienza dispongono di servizi di assistenza sanitaria, sociale e psicologica, orientamento legale, orientamento al territorio e corsi di lingua italiana». Gli ucraini potranno lavorare anche solo con la richiesta di permesso di soggiorno, in deroga alle quote massime d’ingresso stabilite dal decreto flussi. 

Pnrr e patto di stabilità

Draghi ha anche spiegato che per il momento non è necessario rivedere gli obiettivi del Pnrr a causa della crisi ucraina. La normativa prevede la possibilità di chiedere alla Commissione europea una revisione dei suoi obiettivi se ne è a rischio il conseguimento. «Si tratta di un’evenienza eccezionale che richiede un nuovo processo negoziale con le Autorità europee, che è ancora prematuro prospettare in questa fase» ha detto il premier.

Draghi ha confermato però che il governo continuerà a spingere per la revisione del patto di stabilità, che l’Unione europea aveva già messo in conto di rivedere quest’anno, dopo la sospensione delle regole causa Covid. «Si dimostra la consapevolezza che le cose sono cambiate, naturalmente noi sosteniamo questa linea di maggiore cautela dimostrata ora dalla Commissione». Insomma, le regole che andavano bene anni fa non sono più adatte a questo periodo storico. Draghi fa riferimento alla decisione della Commissione di rinviare la discussione del vincolo alla pubblicazione delle previsioni di primavera. «Ho anche detto, molto tempo prima della crisi in Ucraina, che queste regole di bilancio erano in generale inadeguate. Quindi questa considerazione vale ancora di più oggi».

Il catasto

L’ultima interrogazione, presentata dal gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, tornava invece sul tema della riforma del catasto. Il premier ha assicurato che i proprietari di immobili regolarmente registrati non vedranno alzarsi le tasse. «Nessuno pagherà più tasse e devo dire che un po' di credibilità sul fatto di non far pagare più tasse questo governo si è dimostrato credibile… La riforma serve per eliminare gli abusi e le irregolarità, la mappa catasto è del '39, ci sono state tante cose in mezzo anche una seconda guerra mondiale...». Secondo il premier, c’è bisogno di maggiore chiarezza dopo una serie di interventi «su valori che non hanno senso, su valori di 33 anni fa. Allora questa procedura di applicare un coefficiente fisso su valori che non hanno senso per produrre numeri che non hanno senso deve finire, vogliamo trasparenza».

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