l’analisi

La Bologna che risponde, cosa ho capito al Pilastro

De Pascale, Lepore, Schlein. Persino Conte. Andate al Pilastro. Magari non in pompa magna, magari senza photo-opportunity, magari per ascoltare e provare a comprendere. Chissà che non ci troviate l’abbrivio di un’Italia diversa

Alla fine sono andato al Pilastro. Che non è Corviale, il Gratosoglio, Le Vele. Ci sono i campi sportivi, verde, un centro sociale che fa cultura, un centro commerciale costruito come si usava a Bologna negli anni Settanta: la posta, l’Aci, ambulatori, servizi. Ma resta un’utopia non realizzata. Tubi di cemento, alveari di persone. Costruiti per ospitare i migranti del Sud e, oggi, pieni di un’umanità multietnica composita e normale. Proletaria, oserei dire. O post-proletaria, ché il mondo – dac

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