Dopo settimane di deduzioni e controdeduzioni, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha dato il via libera al posizionamento nel porto di Piombino della nave rigassificatrice Golar Tundra. Il sindaco della città, Franecesco Ferrari, di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, ha detto che è pronto a ricorrere al Tar: «Aveva annunciato già venerdì a coda della Conferenza dei servizi che sarebbe andato avanti e l'ha fatto. Dopo tutto, volontà già affermata fin dal primo giorno». E il sindaco «altrettanto. Noi avevamo risposto che avremmo impugnato l'autorizzazione di fronte al Tar e lo faremo».

La trattativa

Il rigassificatore galleggiante è stato acquistato da Snam su mandato del governo per aumentare l’import di gas naturale liquido, e l’installazione a Piombino è stata caldeggiata dallo stesso ex presidente del consiglio Mario Draghi, che ne ha parlato fino al suo ultimo discorso in parlamento prima delle dimissioni.

Il via libera della Regione è arrivato dopo una lunga trattativa con il ministero della Transizione ecologica quando c’era Roberto Cingolani. La mediazione si è conclusa adesso che è arrivato Gilberto Pichetto Fratin al ministero rinominato dell’Ambiente e della sicurezza energetica (e Cingolani è rimasto consulente), alla scadenza dei tempi tecnici per l’autorizzazione.

Giani era stato nominato dal governo Draghi commissario straordinario per il rigassificatore in quanto presidente della Regione dove sarà posizionato, allo stesso modo in Emilia Romagna Stefano Bonaccini, dove è atteso il collocamento di una seconda nave rigassificatrice di simile portata, 5 miliardi di metri cubi all’anno.

La differenza è che mentre a Ravenna sarà ormeggiata al largo, a Piombino la nave lunga 300 metri e larga 40 sarà posizionata nel porto.

Meloni aveva detto sì nonostante il suo sindaco: «I rigassificatori vanno fatti e vanno fatti nel tempo che è stato definito perché noi dobbiamo liberarci dalla dipendenza del gas russo» aveva detto in uno dei suoi interventi pre elettorali. «Se c’è un modo per fare un rigassificatore non a Piombino che è una città che ha già pagato molto anche per l'assenza di bonifiche sarebbe meglio», altrimenti, cedeva, «bisognerà però parlare molto seriamente del ruolo del comune e delle compensazioni che vanno al comune di Piombino».

Il memorandum

Prima di firmare, Giani ha allestito un memorandum composto dai 10 seguenti punti:

  • finanziamento per completare l’infrastruttura portuale sia per banchina del rigassificatore, sia per le attività locali come pesca, itticoltura e turismo;
  • agevolazioni per almeno il 50 per cento sulle bollette energetiche per imprese e famiglie residenti nei Comuni compresi nell’area di crisi industriale complessa di Piombino, ovvero Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto;
  • Sblocco definitivo del problema relativo alla messa in sicurezza pubblica della falda nel Sin di Piombino.
  • Finanziamento di 200 mln di Euro per la rimozione e gestione dei cosiddetti cumuli ex siderurgici abbancati nelle aree pubbliche del Sin (esterne al perimetro del Gruppo Jsw Steel);
  • finanziamento di 100 mln di Euro per il parco delle energie rinnovabili per Piombino e la val di Cornia connesso sia ad impianti fotovoltaici ed eolici;
  • completamento dei due lotti di collegamento del porto alla SS 398;
  • disponibilità del Mite a gestire percorsi accelerati per approvazioni di progetti e/o adeguamenti di piani regolatori portuali eventualmente necessari, per bonifiche, messa in sicurezza;
  • approvazione definitiva della proposta di Zona logistica semplificata (Zls) inclusiva di Piombino;
  • rifinanziamento di un fondo nazionale di 30 milioni di Euro per agevolazioni e investimenti di imprese locali e politiche attive del lavoro utili per la riqualificazione del polo industriale di Piombino;
  • Sostegno annuo di un mln di euro alla Parchi Val di Cornia per valorizzare e gestire un territorio dal potenziale turistico ed ambientale ingente, compresa l’area di Baratti- Populonia.

Le prescrizioni

L’opera oltre che dal sindaco aveva ricevuto il no anche da altri comuni toscani e dalle associazioni locali. Il via libera tuttavia è stato dato come previsto dalla richiesta per 25 anni, Giani è riuscito a ottenere solo che fra tre anni venga spostata: «L'indicazione del dove verrà posizionata questa piattaforma offshore per i restanti 22 anni ce lo dirà Snam entro 45 giorni da oggi». Snam, ha proseguito, «sta lavorando alacremente e non solo in Toscana per vedere i punti migliori della costa per il posizionamento dopo i tre anni dell'entrata in esercizio».

Parlando dei tempi per la messa in funzione dell'impianto il presidente ha detto che «ragionevolmente posso dire, ma è la mia opinione non quella di un tecnico, che i tempi di metà aprile possano essere rispettati».

Le prescrizioni che sono state date per Giani «sono gestibili da Snam con quello che è stato finora impostato con il Governo». Se non verranno rispettate le prescrizioni ambientali, la mancata ottemperanza farà sì che «se viene giudicata grave è evidente che ci sono profili sanzionatori che arrivano anche a rivedere l'intesa». 

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