È stato un pomeriggio di violenza quello andato in scena ieri in Val di Susa. Centinaia di antagonisti si sono staccati dalla marcia contro la linea Torino-Lione e hanno attaccato i cantieri del collegamento ferroviario e le forze dell’ordine. Pietre, bottiglie, bombe carta e fuochi d’artificio da una parte. Lacrimogeni e idranti dall’altra. In mezzo, quattro camionette della polizia date alle fiamme e diversi feriti. Almeno 60, secondo il Coisp, tra gli agenti chiamati a respingere i violenti. Gli scontri si sono concentrati soprattutto nel sito di Chiomonte in Val Clarea, dopo che un assalto nel cantiere di San Didero era stato scongiurato. Più di un’ora di disordini, prima che gli antagonisti, incappucciati e vestiti di nero, si ritirassero nelle zone boschive, cercando di non farsi individuare dai droni di ricognizione usati dalla polizia.

La guerriglia ha costretto alla chiusura dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, nel tratto tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Ritardi e disagi anche per le ferrovie, visto che la protesta ha coinvolto alcune linee e binari, specie tra Bussoleno e Borgone Susa. Il corteo di tutto il movimento, organizzato per la decima edizione del Festival Alta Felicità e partito da Venaus, è stato di fatto oscurato.

Le reazioni

Dalla Val di Susa a Roma, le immagini degli scontri hanno viaggiato veloce. Il Quirinale, tramite una nota, ha fatto sapere che il presidente Sergio Mattarella ha telefonato al ministro Piantedosi per esprimere vicinanza e gratitudine agli agenti feriti.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha usato mezzi termini: «Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le forze dell’ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato». La leader di FdI ha legato quanto avvenuto a Chiomonte con i disordini recenti a Bologna, ammonendo: «La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo».

Da destra, le voci che si sono alzate sono state numerose. Il vicepremier Antonio Tajani, oltre a definire «vergognosa e inaccettabile» la guerriglia e a esprimere solidarietà agli agenti, ha puntato il dito contro «l’assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi». L’altro vicepremier, nonché ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha auspicato «mano pesante contro questi criminali».

In realtà, dure reazioni sono arrivate anche da sinistra e centro. «Condanno senza se e senza ma le violenze» ha affermato Angelo Bonelli, di Avs, «si tratta di azioni inaccettabili, che non hanno giustificazione e che contribuiscono solo ad alimentare un clima di tensione». Enrico Borghi di Iv ha parlato di «utili idioti della violenza» che «in Val di Susa giocano a fare la rivoluzione ottenendo l’effetto opposto». Mentre per Carlo Calenda, leader di Azione, è in corso «un’escalation quotidiana di violenza da parte dell’estrema sinistra antagonista».

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