tra restaurazione e costituzione

I (troppi) nemici del frutto migliore del nostro paese

27 dicembre 1947, il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione. In piedi, tra lui e il capo del governo Alcide De Gasperi che si trova all'estremo sinistro della foto, c'è Francesco Cosentino, all'epoca funzionario della Camera. Trent'anni dopo avrebbe scritto il Piano di rinascita della loggia P2 (foto Ansa)
27 dicembre 1947, il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione. In piedi, tra lui e il capo del governo Alcide De Gasperi che si trova all'estremo sinistro della foto, c'è Francesco Cosentino, all'epoca funzionario della Camera. Trent'anni dopo avrebbe scritto il Piano di rinascita della loggia P2 (foto Ansa)
27 dicembre 1947, il presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma la Costituzione. In piedi, tra lui e il capo del governo Alcide De Gasperi che si trova all'estremo sinistro della foto, c'è Francesco Cosentino, all'epoca funzionario della Camera. Trent'anni dopo avrebbe scritto il Piano di rinascita della loggia P2 (foto Ansa)

Il 2 giugno 1946 ha riconfigurato lo spazio di cittadinanza. Ha assegnato alla sovranità un movimento inedito nella vicenda italiana: non più dall’alto del corpo del monarca cadente sulla testa dei sudditi, ma ascendente dal basso. Questa ridefinizione del potere ha avuto un numero ingente di nemici economico-sociali e politico-militari più o meno dichiarati

La Repubblica che compie ottanta anni è il frutto migliore della storia del Paese poiché esprime sintesi e congiunzione dei due momenti alti della nostra storia: la Liberazione del 25 aprile e l’elezione dell’Assemblea Costituente che scriverà il diritto «nuovo e grande». Il 2 giugno 1946 riconfigura lo spazio di cittadinanza. Assegna alla sovranità un movimento inedito nella vicenda italiana: non più dall’alto del corpo del monarca cadente sulla testa dei sudditi, ma ascendente dal basso perché

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