Il presidente della Repubblica dice che è un momento defintiivo. Ha saputo accettare il vulnus costituzionale compiuto con la doppia firma dei decreti, ma ha voluto dire che siamo al limite invalicabile. Andare oltre sarebbe tradire la storia, il presente, e le nuove generazioni che il 22 marzo hanno creduto nella possibilità di un rinnovamento di classi dirigenti, e anche di dignitosa presenza dell'Italia nell'Europa e nel mondo
I giornali ci hanno parlato del 25 Aprile, ci hanno riferito di colpi di pistola, di prevaricazioni nelle piazze, di inascoltabili insulti antisemiti. Di una situazione di latente insofferenza, e non è chiaro se tende ad estendersi o essere riassorbita. Però non ho colto una corretta lettura del discorso del capo dello Stato. Il presidente è andato la mattina del 25 sull’Altare della Patria, con le autorità, e poi è andato su un luogo simbolico della Resistenza, San Severino Marche. Era il giorn

