Un governo che si sfarina, privo del contesto internazionale che lo alimentava, è costretto dopo il referendum perduto a restare in pista, a tutti i costi, a proseguire i giri di valzer, tra le rovine. Ma tra le macerie lasciate dalla premier il balzo della segretaria segna l’avvio della partita che porta al voto politico del 2027
Il balletto improvvisato da Giorgia Meloni con Emmanuel Macron sulle scale dell’Eliseo è il primo dei gesti (politici) che hanno caratterizzato questa settimana. Quel tocco e ritocco, gli abbracci e i sorrisi tra i due, fino a poco tempo fa ai ferri corti, hanno dato corpo alla metafora dell’«innocuo giro di valzer» con cui all’inizio del Novecento il cancelliere tedesco Bernhard von Bülow definiva i continui cambi di fronte della politica estera dell’Italia giolittiana. Era un’Italietta che i n

