Il governo approva le regole definitive sull’intelligenza artificiale: algoritmi e controlli in strada, scappatoie per chi gestisce aziende e assunzioni. Come ricordano i penalisti, non parliamo più della ricerca mirata di un sospettato, ma della preventiva identificazione biometrica di una moltitudine indifferenziata di cittadini
Via libera dal governo Meloni ai due decreti che applicano in Italia il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (l’Ai Act). In conferenza stampa a Palazzo Chigi il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto è salito in cattedra per rassicurare tutti: «Siamo stati i primi a promulgare una legge sull’Ai», rivendicando che «le decisioni restano umane, la macchina non decide nulla» e che spetterà sempre al magistrato valutare l’apporto della tecnologia. Un tripudio di paroloni garan