«Quando andiamo a votare, improvvisamente diventiamo importanti e i partiti fanno a gara a dire “abbiamo portato i giovani alle urne”. La verità è che noi eravamo qui anche prima e quando ci sottraiamo per protesta siamo quelli che non capiscono niente», racconta Giulia, 18 anni, di Perugia
Si organizzano, fanno inchieste, scrivono proposte di legge, aprono spazi di aggregazione. Li hanno definiti Gen Z per dargli una collocazione temporale, per chi nasce tra il 1997 e il 2012, generazione Gaza, generazione Fridays For Future per appiccicargli un contenuto addosso ma nessuno li ha capiti davvero. Adesso gli adulti, le istituzioni, la politica, sembrano vederli solo per l’apporto che hanno dato al referendum sulla giustizia andando a votare in massa. Ma loro c’erano anche prima. «Si


