il destino del generale nella futura coalizione

Meloni: «Remigrazione? La facciamo già», la destra afflitta dalla sindrome Vannacci

Meloni sa che, con una legge elettorale che premia il bipolarismo e alleati in calo, il generale rischia di essere determinante. Se gli azzurri sono compatti nel No, la Lega è tutta proiettata al suo interno: «Prima salviamo il partito, poi pensiamo a FN» 

Forse sì, forse no. Per ora, il diretto interessato preferisce godersi lo spettacolo di un centrodestra roso dal dubbio: conviene più un Vannacci dentro o un Vannacci fuori dalla coalizione? Lui, intanto, si diverte a confondere le acque. Prima non vota la fiducia al governo, in un fine settimana riarso, rilancia l’esca: «Siamo assolutamente disponibili a entrare in coalizione», ha detto dal palco di Vicenza. Il punto per il centrodestra, è che l’incognita del generale se ne porta appresso molte