La grazia, ultimo film del regista

L’equilibrio delle «ulteriori riflessioni», l’essenza del presidente di Sorrentino

Toni Servillo in La Grazia di Paolo Sorrentino (foto Andrea Pirrello)
Toni Servillo in La Grazia di Paolo Sorrentino (foto Andrea Pirrello)
Toni Servillo in La Grazia di Paolo Sorrentino (foto Andrea Pirrello)

In La Grazia il regista racconta una figura poco raccontata, quella del capo dello stato. Un Divo rovesciato. Nel film la Prima repubblica, con gli stili, i riti, le lentezze, la democristianità, non richiama omertà, ma senso dello Stato e delle regole

«Ti piacerebbe sognare?», chiede l’amica di infanzia al presidente che non sogna mai. «Molto». Il sogno del presidente è il sogno della Repubblica, nel film di Paolo Sorrentino La Grazia, il più intimo e il più politico, che porta per la prima volta al cinema «la figura più enigmatica dell’impianto costituzionale», come l’ha definita Enzo Cheli. Il presidente della Repubblica è un enigma, che rischia di sciogliersi in dramma. I suoi poteri sono nulli o infiniti. Il nulla dei poteri ritagliato pe

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