La reclusione minorile è tornato a essere un fatto socialmente accettato, incoraggiato con decisione anche dal legislatore a partire dal Decreto “Caivano” nel 2022. Mentre sono più numerosi gli ingressi negli Ipm, ci si domanda: quale educazione al chiuso?
La detenzione: carcere o arresti domiciliari? Nessuno dei due, perché non permettono la frequenza a scuola e la continuità di un percorso educativo. Questa linea di difesa è stata presentata con successo da un avvocato in un caso recente, tornato sotto i riflettori per una critica di Maurizio Belpietro (La Verità, “Per favore questa volta non liberate i delinquenti”, 2 febbraio). Ma in carcere non si va a scuola lo stesso? Stiamo parlando di minori autori o indiziati di reati. Non interessa qui


