In vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno la premier sembra aver riabbracciato l’antico euroscetticismo. Nel frattempo festeggia come una vittoria il fatto che l’Ue abbia di fatto messo in mora il suo governo
Dovrebbe esserci un limite alla dissimulazione e alla propaganda. Nelle sue comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha messo in fila vari messaggi che certo non depongono a favore dell’europeismo: il ribadito no al voto a maggioranza che paralizza la Ue nel quadro del rifiuto del suo assetto federale; la malmostosa polemica con i “Volonterosi” – Francia, Germania e Inghilterra – che si sono attivati per l’Ucraina (ove si segnala la nostra vistosa esclusione) e ch

