La deriva degli ultimi quattro anni ha completato la trasformazione del nostro Paese in uno dei vertici, non il principale, dell’accozzaglia anarco-capitalista che oggi detta legge in America del Sud. Ma c’è un tratto caratteristico che ci ha mantenuto a lungo in una sorta di orbita separata e riparata, fino a una decina di giorni fa. Oggi meno. Si chiama politica dell’assenso
Il ministro Tajani, intervistato dal Corriere, ha esibito un “ma-anchismo” che, al confronto, Walter Veltroni era una sintesi tra Carl Schmitt e Vincenzo De Luca. Il tutto per annunciare che festeggerà personalmente il 4 luglio a Villa Taverna, al contrario di quanto affermato in precedenza, ma senza entusiasmo. Che Trump avrà anche preso a ceffoni Meloni, ma lui parla con Rubio e quindi tutto bene. Che siamo alleati e non sudditi con Washington, ma l’Europa ha tanto bisogno degli Usa. Il solito

