Il presidente, per prassi, va per anzianità. Toccherebbe a Carbone, bocciato a voto segreto. Occhi puntati sui laici della maggioranza e sul “quinto laico” Manca vicino al sottosegretario
Dopo il tentativo con il Consiglio superiore della magistratura – saltato grazie al No al referendum – e la riforma della Corte dei Conti ora finita davanti alla Consulta per dubbio di costituzionalità, le mani del governo si allungano anche sul Consiglio di Stato. Abile regista dell’operazione, secondo fonti vicine al dossier, è sempre lui: il potente sottosegretario ed ex magistrato, Alfredo Mantovano. Con le toghe amministrative, l’obiettivo è quello di pilotare la nomina al vertice dell’isti

