Scrittore, autore satirico, e anche un po’ guru della sinistra (inorridirà), domenica sarà sul palco della festa per i cinquant’anni di Repubblica. «Il destino della destra italiana è Trump. Il suo rapporto con la stampa non allineata? Non la sopporta. La censura? Uno stimolo finché non diventerà un problema. Meloni non è invincibile, la sinistra parli con gentilezza e severità. Schlein ascolti di più fuori dalla sua cerchia. Conte? Tutto il repertorio del populismo è vacuo»
Al festone dei cinquant’anni di Repubblica – dire festa sarebbe troppo poco, oggi a Roma all’Auditorium dalle cinque della sera – Michele Serra ha uno spazio suo, un monologo. Invece per questo dialogo, quest’intervista, iniziamo da qui: lui – scrittore, autore satirico, inorridirà ma anche guru della sinistra – è a Repubblica “solo” da trenta. Prima era all’Unità. Quando arriva la chiamata di Ezio Mauro, racconta, «fu come la dichiarazione del mio essere diventato adulto. Impossibile rifiutare:


