Mentre Germania e altri Stati chiedono all’Italia di riprendersi alcuni “dublinanti”, il governo continua a rinviare i trasferimenti. Intanto decorre il termine di sei mesi oltre il quale la responsabilità potrebbe passare agli altri Paesi. Il dubbio è se il ritardo, insieme alla pretestuosa polemica sulla “compensazione” con i migranti portati in Italia da navi Ong straniere, sia una strategia per far decorrere i sei mesi
Mentre si consumava la crisi di Ceuta, tra controlli alle frontiere e scontri diplomatici, è tornata alla ribalta la questione dei cosiddetti dublinanti. Si tratta di migranti che, dopo essere entrati nello Stato europeo competente a esaminarne la domanda di asilo, nel quale dovrebbero restare per tutta la durata della procedura, si spostano in un altro Stato Ue, il quale ha diritto di rimandarli a quello competente. A sollevare il tema è stata la Germania, che chiede di trasferire in Italia a