Il dibattito recente sul dimensionamento scolastico ha messo al centro i commissariamenti e il conflitto istituzionale tra Stato e regioni, ma il nodo è più profondo: riguarda il modo in cui, da oltre dieci anni, la scuola viene pensata come struttura amministrativa da razionalizzare, e non come infrastruttura educativa radicata nel territorio
Il dimensionamento scolastico entra nelle politiche pubbliche italiane nel 2011, con l’articolo 19 del decreto legge n. 98, convertito nella legge n. 111. È il tempo dell’austerità e dei tagli strutturali, e anche la scuola viene osservata attraverso una lente prevalentemente economica. Da allora l’autonomia scolastica è legata a soglie numeriche rigide: una istituzione è pienamente autonoma solo se raggiunge almeno 600 alunni, soglia ridotta a 400 nei territori montani, nelle piccole isole o in


