Il baricentro della strategia dell’ex leghista è europeo. Lo dimostrano gli incontri di queste ultime settimane. Così Vannacci proverà a sfruttare i rapporti in Ue con i patrioti estremisti
L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega è l’esito coerente di una traiettoria. Dopo essere entrato nel partito diventandone subito vicesegretario, Vannacci oggi delude il leghista Claudio Durigon, che gli aveva chiesto di restare «senza se e senza ma» per non fare un «regalo alla sinistra». Il deposito del simbolo Futuro nazionale e l’uscita formale dal partito, segnano dunque una nuova fase attraverso una mossa strategica: costruire autonomia, separare la propria forza politica dall’organizzazi


