Denis Verdini, l’ex braccio destro di Silvio Berlusconi poi diventato sostenitore di Matteo Renzi, è in carcere a Rebibbia per scontare la sua pena di sei anni e sei mesi per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino, ma non può sentirsi solo: tra il 23 e il 24 dicembre ha avuto molte visite in carcere, dal genero Matteo Salvini, al leader di Italia viva che minaccia crisi Matteo Renzi. L’ennesimo pellegrinaggio di parlamentari alle sbarre: prima di lui, sempre a Rebibbia, il fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, e l’ex presidente della Sicilia, Salvatore, detto Totò, Cuffaro, avevano ricevuto il conforto degli amici politici.

I visitatori

A rivelare le visite di Verdini ci ha pensato due giorni fa il Fatto Quotidiano. Se da una parte era scontata la visita di Salvini, fidanzato della figlia Francesca, non era detto che in vista del Natale e a poco più di un mese dalla sua reclusione sarebbero accorsi alle sue sbarre così tanti altri. Si contano anche il deputato del Pd toscano Luca Lotti, l'imprenditore Antonio Angelucci, Daniela Santanchè (FdI), Maurizio Lupi (Ncd), Ignazio La Russa (FdI), e Renata Polverini (Fi).

L’onorevole di Fratelli D’Italia Daniela Santaché è tra le più accanite visitatrici del carcere alla periferia di Roma. Prima che per l’amico Verdini, Santanché era andata a Rebibbia per far visita a Dell’Utri. Il fondatore di Forza Italia era stato condannato per aver svolto il ruolo di mediatore nel «patto di protezione siglato nel 1974 con la mafia da Silvio Berlusconi» ed è rimasto in carcere per cinque anni, dal 2014 al 2019.  Renato Brunetta, oggi deputato e allora capogruppo di Forza Italia, era andato personalmente a verificare le sue condizioni nel 2017: «È un uomo di 76 anni, malato, ingiustamente detenuto e legittimamente arrabbiato» aveva raccontato dopo l'incontro Brunetta.

Marcello Dell'Utri libero dopo aver scontato la pena per concorso esterno in associazione mafiosa (LaPresse)

La solidarietà ai politici in carcere non manca mai, anzi, le visite note a Cuffaro, condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra, sono state molte di più. Cuffaro ha trascorso quasi cinque anni a Rebibbia, da gennaio 2011 al 2015.  All’epoca andarono a trovarlo l’allora sottosegretaria allo Sviluppo Economico Simona Vicari (Ncd), l’ex ministro Calogero Mannino, la senatrice Anna Bonfrisco, l'ex sottosegretario Antonio Buonfiglio, – tutti di Forza Italia – il giornalista Renato Farina – noto per aver ammesso di aver collaborato con i servizi segreti con lo pseudonimo “Betulla”.

Totò Cuffaro alla presentazione del libro su di lui "Cuffaro tutta un'altra storia" di Simone Nastasi (LaPresse)

Non si contano i politici locali e gli assistenti o presunti tali. Una folla così consistente che all’epoca partì un’indagine per i parlamentari e gli accompagnatori per stabilire quali visite fossero realmente lecite.

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