Dopo il Cnel, il caso Terna

Via Crucis stipendi, il governo si incarta anche su Di Foggia

L’ad uscente di Terna vuole la cifra che le spetta prima di passare a Eni. L’esecutivo si fa sentire in colpevole ritardo. Facendo il bis del caso del tetto ai manager

Il caso di Giuseppina Di Foggia non è il primo in cui il governo Meloni si scaglia contro gli stipendi dei manager pubblici. Ma alla fine si incarta. Perché prima di manifestare l’ira pubblica, servirebbe individuare soluzioni preventive. Basti pensare alla vicenda, mai risolta, del tetto ai manager degli enti pubblici. Questa volta il caso è diverso e riguarda l’ad di Terna, Di Foggia, considerata vicina alle sorelle Meloni, in uscita dall’azienda e destinata alla presidenza dell’Eni. Come prev

Per continuare a leggere questo articolo