I primi passi del nuovo leader segnano continuità in politica estera e tentativi di riaccreditare il Labour sul versante interno. Decentramento, nuova gestione della spesa pubblica, una allure sociale: basteranno come antidoto all’estrema destra?
LONDRA – Da questo lunedì, Andy Burnham è il primo ministro del Regno Unito; il settimo in dieci anni. Ha varcato la soglia di Downing Street, pronunciato il discorso d’insediamento e promesso un cambio di direzione. La coreografia costituzionale è durata poche ore. Ora comincia il difficile: ha tre anni, forse meno, per salvare il Labour e rimettere in piedi il Paese. Il primo gesto da premier è arrivato subito dopo il suo ingresso al n. 10: una telefonata a Zelensky per ribadire il sostegno br