intervista ad antonio romanucci

L’avvocato di George Floyd e Renée Good: «Faccio causa all’amministrazione Trump, basta impunità»

«Mai mi era mai capitato che un’agenzia federale non avviasse neppure un’indagine su un caso come quello di Renée. Significa spingere l’America in un territorio inesplorato, in cui si sfugge al dovere di render conto. E poi tutte quelle manipolazioni...». Parla Antonio Romanucci, il difensore della famiglia Good, e in precedenza anche del caso Floyd

Non c’è solo Greg Bovino, volto duro della repressione trumpiana, con lontane origini italiane. C’è traccia di radici italiane anche in una figura simbolo di segno opposto: Antonio Romanucci – nato a Chicago, cittadino Usa, ma madre di Udine e papà con un’infanzia ad Ascoli – è l’avvocato difensore della famiglia di Renée Good. E non solo: ha seguito lui anche il caso di George Floyd. «E Tyre Nichols a Memphis, Byron Willians a Las Vegas»: una lista lunga. Lunga almeno quanto «le violazioni dei

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